UDC e Governo propongono una tassa sugli SMS
"Stiamo valutando la fattibilità tecnica di una sovrattassa di due centesimi"
Queste parole dell sottosegretario all'Economia Gianluigi Magri confermano l'ipotesi di introdurre nella Finanziaria 2005 una ulteriore tassa per sanare il bilancio statale, sostenere la ricerca con 540 milioni di euro e abbassare l'Irap alle imprese.
Un'idea geniale nata nel Governo di Manila (Filippine), subito ritirata per le enormi proteste suscitate
Secondo il ministro Gasparri, in visita ufficiale a Gerusalemme, l'ipotesi di una tassa per ogni SMS inviato "e' un'idiozia ... perche' il settore delle comunicazioni in Italia e' in continua crescita e garantisce già un ampio gettito alle casse dello Stato", aggiungendo con la consueta ironia da statista che sempre contraddistingue l'intelligenza politica: "tassiamo 2 centesimi ogni parola detta da un politico: a me costerebbe una fortuna".
Ma passiamo alle opinioni serie, quelle di Altroconsumo
Secondo Altroconsumo si tratta di "una lesione dei diritti e delle garanzie dei consumatori”
Infatti "la tassa rappresenterebbe un rincaro di oltre il 13% sull'attuale prezzo medio dei messaggini, in un mercato, quello degli Sms, dove non c'é in pratica concorrenza: tutti gli operatori, anche il nuovo entrato 3, hanno uniformato i propri prezzi sugli Sms a un'unica tariffa, 15 centesimi”.
Questa situazione di assenza di concorrenza era gia' stata segnalata il Novembre 2003 all'Antitrust italiano e a quello europeo dal commissario Monti ed era stata denunciata attraverso il grande successo dello sciopero degli SMS
Secondo le stime di Altroconsumo negli ultimi 3 anni e mezzo il costo degli SMS ha subito aumenti notevoli ed ingiustificati visto l'onere esiguo che il servizio costa agli operatori.
Ecco un esempio lampante: il 12 febbraio 2001 gli SMS costavano 10,33 centesimi (200 lire) secondo la tariffa Omnitel Fast 50 Ricaricabile del 12 febbraio del 2001), mentre oggi una qualsiasi tariffa proposta dal gruppo Vodafone prevede 15 centesimi per SMS
Piu' in generale, "in 3 anni e mezzo i costi degli SMS sono cresciuti del 45%, con un incremento annuo medio di circa il 12%"
La soluzione sarebbe molto semplice: sarebbe meglio introdurre nella Finanziaria, "secondo le promesse, misure concrete per rispettare le regole della concorrenza e creare un mercato più dinamico e trasparente per i consumatori”, in modo che siano proprio quest'ultimi a poterne beneficiare e contribuendo alla crescita di un mercato dalle prospettive ancora enormi.
Altrimenti, secondo Altroconsumo"i consumatori, per difendersi dal caro SMS, hanno un solo strumento: non attivare nuove tariffe e conservare le vecchie".