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TV digitale terrestre: eppur si muove
[ Digitale Terrestre ]




La situazione della diffusione della nuova tecnologia e dell'uso che ne fa la Pubblica amministrazione in favore del cittadino, a pochi mesi dallo spegnimento del segnale televisivo tradizionale.

Di Mila Fiordalisi e Adria Pocek

DIDA: Luigi Caruso presidente e amministratore delegato di Enterprise Digital Architects
Il rispetto dei tempi dello switch off, fissato allo scoccare del 2006, che spegnerà il segnale televisivo tradizionale per accendere nelle case degli italiani quello digitale terrestre, è ancora tutto da verificare. Ma il partito di coloro che propendono per riinviare, di almeno un anno, il battesimo ufficiale della DTT fa ogni giorno nuovi proseliti. Le polemiche sulla reale capacità del Paese di sostenere la “rivoluzione” sono accompagnate da quelle sulle questioni tecniche e sul significato di interattività. Nonostante “tutto” il mercato si prepara per la nuova stagione e fra le aziende più convinte del successo della tv digitale terrestre, e assolutamente in disaccordo con le motivazioni alla base del polverone, c'è Enterprise Digital Architects. “Come tutte le nuove tecnologie non è corretto parlare di ostacoli quanto piuttosto fare riferimento alla progressiva formazione delle condizioni ambientali per il loro sviluppo, condizioni che si stanno verificando”, argomenta il numero uno dell'azienda, nel ruolo di presidente e amministratore delegato, l'ingegnere Luigi Caruso.

Data Manager: Caruso, a che punto è in Italia la diffusione della tv digitale terrestre?
Caruso: Da un punto di vista della diffusione e quindi degli apparati e dei decoder, siamo intorno ai 2 milioni di apparecchi venduti. O ggi il driver per la vendita degli apparati sono certamente i contenuti come le partite di calcio e tutte le altre attività in modalità pay per view. Ma non c'è solo la pay per view: per il digitale terrestre, la nuova opportunità di determinare la crescita di questa piattaforma è rappresentata dal tGovernment, ovvero dall'impiego di tutto il sistema delle piattaforme DTTV per accedere da casa o dal proprio ambiente di lavoro a quelli che sono i portali della Pa. Un'operazione che sta attuando il governo in linea con l'ammodernamento della Pa, grazie all'utilizzo di tutte le tecnologie possibili per favorire questo obiettivo.

E' realistico pensare che il 2006 sarà l'anno dello switch off?
È chiaro che il 2006 sarà l'inizio dello switch-off per alcune aree regionali. Uno switch-off totale, tenendo conto di certe incompatibilità di frequenze per l'analogico e il digitale, richiede procedure più lente del previsto, e come tempi, in linea con le situazioni degli altri paesi europei, sarà più ragionevole pensare a un 2008. Ritengo però lo switch-off sia più un elemento psicologico che un elemento che possa determinare il successo o l'insuccesso del digitale terrestre: la parola resta al mercato.

La Pubblica amministrazione, dunque. Ma a che punto è?
Il settore è in continua evoluzione: per svolgere in maniera corretta la funzione di accesso alla Pa, già ci sono due soluzioni avanzate e fondamentali: la capacità di leggere le smart card, che sia la carta dei servizi o la carta d'identità, per fornire i propri dati; e nello stesso tempo la possibilità di avere delle piccole stampanti assieme al decoder per avere dei report direttamente dalla piattaforma. Il processo è dunque in atto, e dovrà essere alimentato, volendo disegnare uno scenario, dal mercato e non altrimenti: sarà il mercato a mantenere lo sviluppo, non le decisioni politiche. La tv digitale terrestre vuole dire interattività, di conseguenza nuove tecniche di pubblicità interattive che dovranno essere idonee a determinare un nuovo modello di business su cui gli esperti stanno già lavorando.

Sei i progetti di Enterprise presentati per la DTT pubblica, sei i progetti approvati. Una vittoria netta. Quali sono gli ingredienti della vostra ricetta vincente ?
Tutti i progetti sono finalizzati alla realizzazione di servizi di pubblica utilità, consentendo alla Pubblica amministrazione, che rappresenta oggi il vero driver del mercato, di allacciare un rapporto ancor più diretto e trasparente col cittadino. In tutti i progetti, ossia Casper per la Regione Emilia Romagna, Ti-Recs per il Comune di Bari, Partecip@re per la Provincia di Lecce, Tv-Dico per il Comune di Palermo, T-Sei per il Comune di Reggio Calabria, Parma in Tv per il Comune di Parma, il ruolo di Enterprise segue la filosofia dell'azienda, essere cioè il centro di servizio che progetta ed eroga l'applicazione, e ne garantisce allo stesso tempo il funzionamento e la manutenzione. Siamo partiti nel giugno 2003, con un programma finalizzato a sviluppare applicativi e portali televisivi per eGovernment ed entertainment. Con l'obiettivo di poterci configurare come operatore di centro servizi con il ruolo di Solution e Service Provider abbiamo costituito un Centro per l'interattività all'interno del quale convergono le attività della filiera della Tv digitale. Il Centro è una struttura unica nel suo genere in Italia e dispone di un team dedicato, composto da quindici giovani. Il risultato dei due bandi di tGovernment sottolinea proprio la capacità dell'azienda di integrare broadcaster, aziende, Pa e content provider- E a questi risultati positivi, si aggiungono le sperimentazioni in corso per l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – come la definizione del prototipo della piattaforma per la prenotazione di visite specialistiche e l'integrazione con la Carta nazionale dei servizi – e per l'Inps. Stiamo, inoltre, collaborando con i principali broadcaster nazionali. Con Rai, è stato siglato un accordo per una sperimentazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di servizi e applicazioni interattive nell'area dei servizi al cittadino, con riferimento particolare alla sanità (tHealth) e nel campo dei servizi di pubblica utilità (tUtilities). Con Mediaset, è stata avviata una collaborazione per servizi di consulenza informatica per il progetto “content factory”.

Quanto ci vorrà per la partenza effettiva dei progetti? Quale partirà per primo?
Tutti i progetti Cnipa hanno una durata complessiva di 10 mesi, a partire dalla firma della convenzione tra gli enti e il Cnipa: 4-5 mesi per lo sviluppo e 5-6 per la sperimentazione in campo. Per il Progetto del Comune di Parma legato al bando Fub (Fondazione Ugo Bordoni) e che prevede tra l'altro l'utilizzo della carta d'identità elettronica, sono previsti tre mesi di sviluppo e tre di esercizio.

Molta carne sul fuoco. Ci sarà altro di qui a fine anno?
Sicuramente la conferma che Enterprise continua a investire nel DTTV: oltre i progetti in corso, quelli legati ai bandi parzialmente finanziati dal Miur, il ministero dell'Istruzione, l'università e la ricerca, stiamo accelerando lo sviluppo delle piattaforme che sostengono e supportano l'interattività della tv digitale terrestre. Continuano quindi i nostri investimenti ed entro l'anno, il nostro sistema di piattaforme che già oggi è operativo per circa 500mila potenziali utenti, sarà rafforzato al punto da permetterci di diventare attori di primo piano in questo settore dell'Ict.

Ancora pochi mesi alla fine del governo Berlusconi attualmente in carica. C'è il rischio che i progetti si impantanino?
Il digitale terrestre non ha l'imprinting di uno specifico Governo, anche perché se si ricorda l'iter normativo, le prime proposte sono state del Governo precedente. Il sostegno del governo allo sviluppo del DTTV coincide infatti con lo sviluppo della tecnologia stessa: oggi si registra una convergenza di opportunità e condizioni ambientali ben più ampia di tre anni fa quando si era agli inizi. Conseguentemente, ritengo che anche in presenza di una eventuale variazione politica, il digitale terrestre non perderà di interesse. Per l'Italia sarebbe un aspetto molto negativo, non utilizzare queste risorse che possono determinare tante occasioni di lavoro per le nostre industrie. Tutta la filiera del DTTV, incluso il sistema dei servizi associati, è un'occasione per sviluppare proprie tecnologie e proprie attività.

Fonte: Data Manager Online



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