Elezioni politiche 2006 e Internet: Vademecum per politici




Dopo WebElections e "Political Web Tools", un Vademecum per chi fa politica in vista delle Elezioni 2006: "Elezioni politiche 2006 e Internet". Lo scopo di questo Vademecum  gratuito e di carattere divulgativo è, in definitva, quello di mettere a disposizione della classe politica e dei colleghi che si occupano di campagne online, alcune idee e linee guida implementabili all'interno delle proprie iniziative.



di Marco Montemagno

La campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 2006 è iniziata, con un grande assente: Internet.

Non ne parlano i politici, non se ne parla nei dibattiti, non ne fanno accenno il 98% dei media.

Internet in Italia, per la politica, sembra non esistere.

Il web politico italiano, tranne rare eccezioni, rimane un triste insieme di “siti cantina”, statici e completamente inutili, ravvivati solo in prossimità del voto.

Di fatto ad oggi Settembre 2005 (!) Internet e la politica italiana non hanno alcun rapporto.

Eppure i segnali di un cambiamento rivoluzionario in atto, sono chiari. Sono numerosi. Sono importanti.

Ma non bastano a smuovere i politici italiani.

Non basta che la Rete negli ultimi 2 anni abbia dimostrato di poter stravolgere mercati (quello musicale, ad esempio) e interi settori sociali/professionali (pensiamo all’informazione, con il fenomeno del grassroots journalism, i blogs, wikipedia).

E neppure sembrano bastare le recenti acquisizioni miliardarie nei settori più disparati del web (l’ultima, Ebay>Skype per oltre 4 MLD di dollari) o la scelta di uomini potenti come Rupert Murdoch, di investire pesantemente su Internet (2 MLD di dollari, solo per iniziare).

Intendiamoci.

Internet, come gli altri media, non fa miracoli.

Non si vincono elezioni per il solo fatto di usare un medium.

Ed è altrettanto evidente che il peso di Internet in politica, varia – e varierà sempre – in base ad una serie di innumerevoli e spesso imponderabili fattori (chi lo utilizza? Un partito, un singolo? Come viene utilizzato, in quale contesto? Con quale legge elettorale ? Con quale costituzione? Quanto è diffuso il web? E la banda larga? Come lo usano gli avversari? ecc.).

Ma escludere il Web dalla propria campagna elettorale – avere un sito statico NON è usare Internet -, negarne l’efficacia e ignorarne la potenza a priori, appare semplicemente insensato.

Il comportamento della classe politica italiana, a guardar bene, ricorda da vicino quello del mondo discografico, quando nel 2000 si parlava di musica online.

Benché software come Napster fossero già usati da 60 milioni di utenti, veniva considerato un fenomeno trascurabile.

Una mania da ragazzini.

Purtroppo per le major, la storia ha dimostrato il contrario e quell’ignoranza è costata – e costerà - miliardi di dollari, con nuovi players che sono diventati protagonisti del mercato (Apple Itunes ha superato, nel 2005, i 500 milioni di canzoni vendute online).

In politica questa stessa ignoranza costerà molto caro.

Costerà voti.

Costerà fiducia.

Costerà la prossima elezione.

Se queste righe introduttive e le letture sopra consigliate Ti hanno convinto ad integrare Internet, realmente, nella Tua strategia politica, possiamo proseguire.

Individueremo anzitutto alcune “verità” della Rete, quindi i principali “trend” (un brutto termine che però vuole esprimere un concetto / linea guida, di grande importanza) portanti del web e la loro applicazione in politica.

Si tratta naturalmente di una classificazione non definitiva (molti addetti ai lavori storceranno giustamente il naso), sia perché Internet è l’insieme di tutti i trend che andremo a individuare, sia perché il Web continua ad evolversi (e le classificazioni diventano inutili appena si finisce di scriverle).

Però ritengo che una classificazione possa aiutare a spiegare meglio alcune tematiche e possa trasformare questo vademecum in un buon punto di partenza per ogni candidato che vorrà far sue queste idee e svilupparle all’interno della propria campagna.

1° VERITA’: Internet è usato da tutti gli italiani

Per la politica, valutare l’utilizzo del web in base al numero di utenti che lo utilizzano direttamente (tra i 17 e i 20 milioni secondo le ultime rilevazioni Audiweb o Censis), non ha senso.

La realtà di tutti i giorni dimostra che in Italia tutti usano il web direttamente o indirettamente.

Il motivo è semplice: da un lato Internet è ormai presente nella vita di tutti i giorni, disseminato sotto varie forme nel mondo che ci circonda, dall’altro lato quanto accade in Rete non rimane confinato online ma rimbalza sui media tradizionali (TV, Radio, stampa, ecc.) e finisce per raggiungere l’intera popolazione.

Gli esempi sono numerosi e in continuo aumento.

Pensiamo ai video dello Tsunami, alle foto scattate con i cellulari delle bombe a Londra –luglio 2005 – oppure ancora ai video terroristici; tutto materiale immesso inizialmente in Rete.

L’hanno visto solo gli utenti smanettoni e gli hacker?

No l’ha visto il mondo intero.

Un esempio italiano recente, riguardante la politica, è quello di Ivan Scalfarotto.

Scalfarotto si è candidato alle primarie dell’Unione del centro sinistra, usando solamente Internet per farsi conoscere.

Un approccio originale supportato da un blog, per altro molto semplice, è stato sufficiente a creare un grande clamore e fargli raccogliere le 10.000 firme necessarie per la candidatura.

Non c’è media italiano che non abbia riportato la notizia (se non avete seguito il caso trovate qui la rassegna stampa).

In altri termini, a costo praticamente nullo, questo candidato ha ottenuto una notorietà che non avrebbe potuto ottenere senza Internet, ottenendo tra l’altro un GRP di tutto rispetto (provate a calcolare personalmente il valore delle uscite ottenute sui media da Scalfarotto).

Un fattore determinante, al riguardo, è il fatto che i giornalisti usano ormai abitualmente Internet nel lavoro di tutti i giorni.

Quanto succede online, se rilevante / interessante / notiziabile, non rimane mai confinato a Internet.

Raggiunge tutti gli italiani.

Continua la lettura sul blog di Marco Montemagno cliccando qui oppure clicca qui per scaricare "Elezioni politiche 2006 e Internet" (pdf, 474KB).





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