E-wine, tracing the bottle al Cebit 2008
[ Innovazione ]
Immaginate di acquistare una bottiglia di vino o di ordinarne una al tavolo di un ristorante e, utilizzando il vostro cellulare o il palmare, di poter leggere la storia di quella bottiglia e dell’azienda che la produce, di poter scoprire gli abbinamenti consigliati con i cibi, di visualizzare immagini e mappe dell’area geografica di produzione.
Tutto ciò è possibile grazie all’applicazione delle nuove tecnologie, anche in settori tradizionali come quello dell’agroalimentare ed è uno degli obiettivi che si propone il progetto “E-wine, tracing the bottle”, presentato in occasione del Cebit di Hannover dalla Camera di commercio di Torino e dalla Fondazione Torino Wireless in collaborazione con l’Istituto Superiore Mario Boella.
Il settore del vino, caratterizzato da prodotti dal valore unitario relativamente alto, da un packaging standard e da una elevata complessità gestionale, costituisce uno dei terreni ideali per una sperimentazione delle applicazioni innovative rese possibili dalle tecnologie ICT in campo agroalimentare, in particolare in tema di tracciabilità delle merci lungo la filiera. La reale tracciabilità delle bottiglie di vino, ottenuta grazie all’applicazione delle nuove tecnologie come risposta ad un obbligo normativo, può infatti rivelarsi anche e soprattutto una forte spinta verso la diffusione di servizi a valore aggiunto applicati al prodotto vino, a vantaggio sia dei produttori, sia dei consumatori finali.
Il progetto “E-wine, tracing the bottle”, nato dallo sviluppo di precedenti progetti sperimentali, permette di dotare le bottiglie di vino di una carta di identità elettronica, costituita da una semplice etichetta intelligente adesiva, capace di ospitare e veicolare a consumatori, distributori, ristoratori, numerose e più complete informazioni sul vino contenuto nella bottiglia.
Ad esempio, permetterà ai produttori di:
· differenziare i propri prodotti, rendendo disponibili una serie di informazioni più ricche e interessanti sotto il profilo commerciale
· identificare in modo univoco la propria produzione, accrescendo la garanzia anticontraffazione
· rendere maggiormente visibile la qualità dei propri processi produttivi attraverso l’integrazione con il sistema di tracciabilità interno all’azienda, arrivando a seguire la bottiglia nel suo intero percorso dalla vigna fino al il consumatore
· ricostruire la distribuzione geografica del consumo dei propri prodotti e su questa base effettuare azioni di marketing mirate.
Relativamente al consumatore, il sistema consentirà di fruire di contenuti informativi aggiuntivi rispetto a quelli disponibili ad oggi sulle etichette - ad esempio, informazioni sull’azienda produttrice, immagini e mappe dell’area geografica, caratteristiche organolettiche del vino, abbinamenti consigliati con i cibi ecc. - fornendo maggiori garanzie sia sulla qualità del processo produttivo, sia sull’autenticità del prodotto.
“Dotare le bottiglie di vino di una sorta di carta di identità elettronica, costituita da una semplice etichetta intelligente adesiva, è un’operazione possibile grazie alla tecnologia ICT, ben radicata sul nostro territorio – sottolinea Alessandro Barberis, presidente della Camera di commercio di Torino- Sostenere questo progetto significa promuovere in modo innovativo i nostri vini, ospitando e veicolando a consumatori, distributori, ristoratori, numerose e più complete informazioni sul vino contenuto nella bottiglia, e in prospettiva apre nuovi scenari anche a livello nazionale, con possibili sviluppi legati alla tracciabilità.”
Secondo Rodolfo Zich, presidente della Fondazione Torino Wireless e dell’Istituto Superiore Mario Boella, “Le nuove tecnologie sono strumento di grande interesse per la certificazione dei prodotti, poiché si apre di fatto una nuova dimensione dell’informazione che mette l’utente nella condizione di avere visibilità sulla ”storia” del prodotto stesso. Una nuova prospettiva sia di garanzia sia di gestione delle filiere produttive e della logistica alimentare, per un settore che riveste la massima importanza nell’economia ma che incide anche sulla qualità della nostra vita.”
Al Cebit, presso lo stand Think up (Pad. 9, Stand B 09) che riunisce le eccellenze delle aziende piemontesi dell’ICT, sarà possibile assistere a dimostrazioni pratiche sul funzionamento del progetto E-wine.
Come funziona il progetto E-wine
La fruizione dei contenuti che si vuole promuovere (ad esempio, informazioni sull’azienda produttrice, immagini e mappe dell’area geografica, caratteristiche organolettiche del vino, abbinamenti consigliati con i cibi ecc.) può avvenire attraverso due differenti tipologie di etichette (tag): barcode 2D e Rf-Id.
Nel caso del barcode 2D il consumatore può accedere ai contenuti informativi semplicemente inquadrando il codice a barre bidimensionale con la fotocamera di un telefono cellulare dotato dell’applicazione di lettura.
Nel caso del tag Rf-Id il consumatore può ricevere i contenuti utilizzando, ad esempio, un palmare o altro dispositivo di lettura opportunamente attrezzati.
Potenzialità future: una logistica specializzata
Il progetto renderà disponibile una piattaforma in grado di abilitare numerosi sviluppi successivi. In particolare, le informazioni disponibili potranno essere sempre più arricchite, con l’aggiunta di informazioni di tracciabilità e contenuti georeferenziati.
Sarà possibile anche creare un brand trasversale ai singoli produttori, permettendo ad esempio iniziative congiunte di marketing o consentendo agli organismi di tutela, come Camere di commercio e consorzi, di esercitare un maggior controllo della produzione (per esempio passando dalle tradizionali fascette numerate per i DOCG a nuove forme di “fascette tecnologiche”).
Infine, dotando le bottiglie di vino di etichette intelligenti, potranno essere automatizzate le procedure di logistica e distribuzione, dall’identificazione del prodotto fino alla sua spedizione, creando le condizioni per la nascita di un operatore di logistica integrata specializzato per il settore vinicolo, capace di offrire un servizio di livello qualitativo superiore (efficienza nella spedizione, tracciamento della temperatura, automatizzazione dei processi, ecc.).
Esportabilità dell’idea ad altri settori agroalimentari
Data la flessibilità dell’architettura, il progetto potrà facilmente essere replicato in altre filiere del settore agroalimentare. Potranno infine essere implementate funzionalità specifiche, quali ad esempio il tracciamento della temperatura per i prodotti della catena del freddo.