Thirtneen - 13 anni
Titolo originale: Thirteen
Genere: Drammatico
Sito ufficiale, Trailer
Recensione DVD
Distribuzione: Fox
Durata: 96'
Regia: Catherine Hardwicke
Con: Holly Hunter Evan, Rachel Wood, Nikki Red, Jeremy Sisto
Talvolta i tredici anni possono diventare la più crudele delle età. Un'età in cui l'autostima si alimenta più con il piercing che con l'intelligenza e in cui il branco è più importante della famiglia.
Quando Tracy, timida studentessa modello, arriva al liceo, subisce il fascino e il carisma di Evie Zamora, nota come la ragazza più affascinante della scuola.
Popolarissima tra i suoi coetanei, bella come una modella e snob fino all'esasperazione, Evie rappresenta tutto quello che Tracy vuole e ha bisogno di essere.
Per essere accettata, Tracy impara a truccarsi, a vestirsi, a pettinarsi,ma più si avvicina a un mondo adulto ancora prematuro per lei, più la posta in gioco si fa alta, tra insofferenza, sesso e droga.
Evie si rivela estremamente manipolativa e pericolosa e capace di trascinare l'amica in un inferno dal quale è molto difficile tornare indietro.
La domanda che viene più spontanea porsi dopo la visione di Thirteen è la seguente: "E' normale nella società del presunto benessere consumare alcool e droga, fare sesso libero, tatuarsi il corpo o sottoporsi a dolorosi piercing a 13 anni?".
In quanto genitori è lecito sperare che quanto mostra questo crudele affresco rimanga circoscritto a un microcosmo ristretto, a una particolare situazione di emarginazione in un contesto (de)limitato ai sobborghi di Los Angeles.
Thirteen è un tipico racconto di formazione. Tracey (Evan Rachel Wood) è una ragazzina alle prese con l'ingresso nel mondo adulto, con una madre distratta (Holly Hunter) da cui affrancarsi, e una compagna di scuola "strafica"(Nikki Red), che troppo presto ha abbandonato l'età dell'innocenza.
Le due amiche percorrono insieme, nei pochi mesi del loro sodalizio, un itinerario di "taccheggi" nei grandi magazzini, piccole e grandi trasgressioni, fisiche o mentali, solitarie o di gruppo, sottoponendosi a "una serie di prove" per affermare la propria indipendenza.
Scritto dalla tredicenne Nikki Reed, che interpreta Evie, la pericolosa ragazzina che trascina Tracey, e dall'esordiente regista Catherine Hardwick, questo piccolo film indipendente si avvale di un ritmo forsennato, come la brama di "divorare la vita" richiede, e dell'interpretazione magistrale di Holly Hunter (Oscar per Lezioni di Piano), particolarmente a suo agio nelle vesti di una donna apprensiva e insicura, troppo intenta a evitare alla figlia l'onere delle sue sconfitte, ma paziente e comprensiva come solo una madre sa essere.
Il finale di Thirteen sembrerebbe abbastanza consolatorio, visto che lascia intravedere l'uscita del tunnel in cui s'è smarrita la giovane protagonista, tuttavia, il senso di disagio per l'appartenenza a una società in cui tutto si consuma troppo in fretta, e specialmente l'impressione di abbrutimento morale a cui si assiste per gran parte del film, stenta ad abbandonare la mente dello spettatore anche dopo i calorosi abbracci di riconciliazione, le sincere promesse di una nuova vita, gli occhi umidi di pianto
"Thirteen", il titolo del film, si riferisce all'età delle due co-protagoniste, o meglio al periodo adolescenziale dove esse sono coinvolte, solo che secondo me le vicende che loro si vedono ad affrontare sono più uniche che rare a quell'età, quindi,da questo punto di vista, il realismo della storia è secondario,io avrei puntato più su un età di 15 o 16 anni minimo.
La fine mi sembra un po' troppo affrettata e anche il distaccamento del rapporto d'amicizia,interessante l'idea di cambiare il colore in bianco e nero in alcune scene del film, ma avvolte con distacchi troppo bruschi o insensati (come quando Tracy si va a fare il peercing sulla lingua)mentre in altre trasmette i sentimenti della protagonista
La regista ha cosceneggiato il film insieme alla tredicenne Nikki Reed, figlia del suo ex compagno, che ha interpretato nel film il ruolo di Evie e vissuto in prima persona molti degli episodi di confusione, rabbia, ribellione e paura descritti sullo schermo. Per contribuire a creare la giusta atmosfera sul set la regista, secondo un metodo imparato da Cameron Crowe, ha messo come sottofondo quelle musiche che sarebbero state poi utilizzate nella colonna sonora.
scritta dal nostro Pineye
Pubblicato il: 2004-03-13 (3440 reads)