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09/12/03 - News - Roma - Una parte consistente dei server che fino a poche ore fa consentivano di scaricare Kazaa Lite non è più operativa o, meglio, non mette più a disposizione quei file. Ciò si deve ad una iniziativa senza precedenti dei legali di Sharman Networks, che produce Kazaa, contro chi ha realizzato e distribuito Kazaa Lite. Una operazione che, com'è scontato vista la popolarità tanto di Kazaa quanto di Kazaa Lite, sta alzando un gran polverone. Prendendo di mira in particolare agli internet provider americani, Sharman ha mandato in giro i propri avvocati sventolando i diritti sul software Kazaa e agitando il DMCA, la famigerata legge statunitense sul copyright nell'era digitale, quella stessa legge che in Europa ha il suo corrispettivo nella EUCD e che viene utilizzata dalle major della musica per accusare proprio Sharman e tutto il peer-to-peer di agevolare la pirateria digitale. Se Sharman contro le major da anni cerca, con successo, di sottrarsi al DMCA, contro i provider e Kazaa Lite invece non ha esitato a servirsi proprio di quella norma, prima per costringere motori come Google a ridurre il numero di link al sito ufficiale di K-Lite e, ora, per obbligare provider e fornitori di hosting a darsi da fare per rimuovere i file di Kazaa Lite scaricabili da utenti di mezzo mondo. La mossa di Sharman è tutto meno che casuale. Kazaa Lite, infatti, è uno strumento molto amato dagli utenti del P2P perché ha la stessa facilità d'uso e funzioni di Kazaa ma, al contrario di quest'ultimo, è privo di software che sparano pubblicità (adware) o altre amenità commerciali che portano dobloni nelle casse di Sharman Networks, funzionalità che non sono mai state apprezzate dall'utenza internet. Funzionalità che possono mettere a rischio la privacy degli utenti Kazaa. La versione "magra" di Kazaa, che Kazaa Lite mette a disposizione gratuitamente, è ora proposta con qualche ritocco a 30 dollari dalla stessa Sharman Networks. A tutto questo si aggiunge il boicottaggio tecnico che, a leggere Slyck.com, Sharman ha progressivamente raffinato con le ultime versioni di Kazaa. Gli ultimi upgrade del software, infatti, dalla 2.5 in poi, "rendono il client ufficiale meno tollerante con client precedenti o non ufficiali come Kazaa Lite K++. Kazaa Lite è basato su una versione precedente alla 2.5, dunque un supernodo aggiornato non accetterà i file condivisi dal client. Anche se questo porterà a problemi di traffico sulla rete, il client non sarà più in grado di partecipare alla rete FastTrack (su cui è basato Kazaa, ndr.) o a scaricare file. Questo isolerà efficacemente tutti i clienti modificati di Kazaa da FastTrack". Ma, al di là dei mezzi utilizzati per far fuori Kazaa Lite, molti si interrogano sulla posizione di Sharman Networks, un'azienda che ha cambiato più volte paese di residenza e assetto proprietario per sfuggire alle major della discografia, una società che ha fatto ben poco, anzi nulla, per scoraggiare l'uso illegale di Kazaa, cioè la condivisione di file protetti da diritto d'autore da parte dei propri utenti. Questa stessa società ora utilizza le leggi per le quali è perseguita da anni per rivendicare dei diritti di proprietà intellettuale. Una posizione che a molti su Usenet e sui forum dedicati, in queste ore, appare assolutamente ipocrita. Ciò che però è più sorprendente, invece, è che proprio Sharman sembri non aver imparato la lezione e che censurare un sito o un contenuto su internet spesso significa dar vita a decine di cloni o di simili trovate e software capaci di rimpiazzare con nuove idee ciò che è stato censurato. Non ci vuole davvero molto, dunque, per trovare in rete versioni di Kazaa Lite disponibili su siti e server che Sharman, almeno per il momento, non ha potuto prendere di mira. Né stupisce, dunque, che nelle ore in cui Kazaa Lite finisce nel mirino degli avvocati dell'azienda, tutti i siti e i forum dedicati al file sharing indichino come nuova "mecca" per gli amanti di Kazaa un softwarino che è in giro da un po' ma che fino ad oggi non aveva goduto di grande notorietà, vale a dire Diet K. Al contrario di Kazaa Lite, che era realizzato attraverso una manipolazione non autorizzata di software proprietario nonché diffuso attraverso un abuso ai danni di marchio commerciale, Diet K è un programma che si può utilizzare solo se sul computer si ha installato il software di Sharman Networks. In quel caso, come spiega il sito che lo distribuisce, Diet K può rimuovere da Kazaa tutto l'adware che lo ingrassa senza comprometterne il funzionamento: una cura dimagrante che certamente potrà essere apprezzata dalle vagonate di utenti che in tutto il mondo si erano affezionati a Kazaa Lite. Testo originare tratto da: www.punto-informatico.it" |
09/12/03 - News - Roma - Si chiama "Domain Keys" la risposta tecnologica che Yahoo! intende dare allo spam entro pochi mesi. Questo è infatti il nome di una piattaforma software open source che il portalone americano prevede di rendere pubblica non appena saranno messe a punto le sue funzionalità centrali. L'idea fondamentale del software è quella di creare una sorta di certificazione volante delle email. Una architettura che inserisca nell'header dell'email inviata una chiave privata sicura. Il sistema che riceve l'email andrebbe poi a verificare se la corrispondente chiave pubblica sia associata al dominio di partenza attraverso il Domain Name System della rete. Se così non fosse, l'email verrebbe distrutta. Se invece la chiave pubblica è in grado di decifrare quella privata allora l'email passerebbe normalmente. "Uno dei problemi centrali dello spam - ha spiegato un responsabile Yahoo! alla Reuters - è che noi non sappiamo da chi arriva, Yahoo non lo sa, né l'utente sa se veramente arriva da chi dice di arrivare. Quello che proponiamo è di reingegnerizzare il modo in cui lavora internet per quanto riguarda la posta elettronica". Potrebbe una soluzione del genere fermare lo spam o, almeno, il grosso dello spam? Il dibattito è aperto, ma secondo Yahoo! si possono fare enormi passi in avanti anche se soltanto una percentuale dei grossi provider internet nel mondo adottasse una simile piattaforma. Entusiasta, a quanto pare, uno esperto di spam, Andrew Barrett della SpamCon Foundation, secondo cui il sistema può funzionare e "il fatto che Yahoo, uno dei quattro più grandi operatori del settore, se ne occupi vuol dire che ci sono speranze: è un grande strumento che può essere utilizzato". Uno dei punti a favore del sistema è il fatto che il suo rilascio sotto licenza aperta consentirà, a chiunque lo vorrà, di implementarlo e migliorarlo. Lo stesso Barrett ha tenuto a mettere in guardia, però, sul fatto che se una novità del genere verrà introdotta ciò avrà dei costi perché molto maggiore sarà l'impegno dei server che si occupano di gestire l'email. "Si tratta - ha affermato - di un buon approccio utile a chi lo vorrà implementare. Ma qualsiasi forma di soluzione crittografica richiederà l'impegno di ulteriori risorse di computing, e questo non sarà economico". Testo originale tratto da: www.punto-informatico.it " |
Il Voice Over IP sembra essere finalmente uscito dalla condizione di eterna promessa. Si moltiplicano le iniziative in America e in Europa. Cresce il mercato. Ma su tutto aleggia lo spettro di regolamentazioni restrittive. Sono giorni caldi per il Voice Over IP. La tecnologia che consente di effettuare chiamate vocali sfruttando il protocollo IP e di ridurre così drasticamente il peso della bolletta telefonica, sembra essere davvero giunta ad un punto di svolta. Le notizie sono soprattutto di provenienza americana, ma potrebbero in qualche modo anticipare gli eventi e le tendenze cui assisteremo presto nel nostro continente. Clicca su "leggi tutto" per saperne di più... |
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