Cat Wu di Anthropic: “Nel futuro l’AI capirà di cosa hai bisogno prima ancora di te”

    Con l’industria tech concentrata sull’AI come mai prima, Anthropic sta vivendo un anno straordinario. L’azienda potrebbe presto superare il suo principale rivale: sta trattando un nuovo round di finanziamento da decine di miliardi di dollari che la valuterebbe intorno ai 950 miliardi. Per confronto, OpenAI ha raggiunto una valutazione di 854 miliardi nel round di marzo. E sul fronte enterprise il vento sta cambiando: sempre più clienti aziendali dichiarano di preferire Claude a ChatGPT e, secondo un recente report, Anthropic ha superato OpenAI tra le aziende, quadruplicando la propria quota di mercato rispetto a maggio 2025.

    Al centro di questa accelerazione c’è Cat Wu, Head of Product per Claude Code e Cowork. Entrata in Anthropic nell’agosto 2024, Wu ha guidato Claude in una fase decisiva: da semplice chatbot informativo a strumento di sviluppo e, progressivamente, a piattaforma di lavoro collaborativo. Lavora spesso in tandem con Boris Cherny, figura chiave del team tecnico e creatore di Claude Code. In molti li descrivono come la “Batman e Robin” di Anthropic.

    L’ho incontrata a San Francisco, alla seconda edizione della conferenza Code with Claude. Ne è nata una conversazione sul modo in cui pensa alla strategia prodotto e su come immagina cambierà l’esperienza d’uso di Claude nel prossimo futuro.

    Questa intervista è stata editata per chiarezza e lunghezza.

    “Per restare in testa, non guardiamo i concorrenti”

    Domanda: Quando definite la strategia di prodotto, quanto reagite a quello che fanno i competitor? Vi influenzano?

    Cat Wu: La nostra stella polare è restare “sull’esponenziale”. Insegniamo al team che l’AI continuerà a migliorare rapidamente, quindi il nostro compito è presidiare il confine più avanzato. Se ti metti a rincorrere i concorrenti, finisci per essere sempre due settimane—o un mese—indietro rispetto a quello che potresti fare. E non è il modo migliore per restare in prima linea.

    Il ritmo di rilascio dei modelli

    Domanda: Avete rilasciato almeno sei modelli lo scorso anno e quasi altrettanti quest’anno. Vi aspettate di mantenere questa velocità?

    Cat Wu: Speriamo di sì (ride). I modelli continuano a migliorare con costanza e vogliamo portare questi progressi agli utenti. Le modalità di rilascio potrebbero cambiare—come abbiamo fatto con Glasswing—ma il principio resta: distribuire questa intelligenza al maggior numero di persone possibile, con la massima attenzione alla sicurezza. È il motivo per cui abbiamo gestito Glasswing in quel modo.

    Nota su Glasswing: lanciato ad aprile, è un’iniziativa che ha dato a un ristretto gruppo di partner—tra cui Amazon, Apple, CrowdStrike e Microsoft—accesso a Mythos, un nuovo modello focalizzato sulla cybersecurity e capace di individuare vulnerabilità nei codebase. A differenza di altri modelli Anthropic, Mythos non è stato reso pubblico: l’azienda teme che, data la sua potenza, possa essere sfruttato in modo malevolo.

    “Gestire agenti richiede competenza vera”

    Domanda: In passato hai detto che il futuro del lavoro vedrà persone che gestiscono flotte di agenti. Non rischiamo che gli agenti diventino più bravi dei loro manager?

    Cat Wu: È difficilissimo gestire agenti se non sai fare quel lavoro. I manager devono restare esperti del proprio dominio. È una competenza nuova che molti dovranno acquisire, ma è simile a gestire persone: devi saper diagnosticare gli errori. L’agente ha capito male l’istruzione? La richiesta era troppo vaga? Devi saperlo “debuggare”.

    Team più snelli o produttività moltiplicata?

    Domanda: Sembra inevitabile che questo porti a ridurre le dimensioni dei team. Se gli agenti svolgono il lavoro, a cosa serve l’intern?

    Cat Wu: L’ideale è che tutti possano fare molto di più. Ogni lavoro ha una quota di attività noiose—per me, per esempio, rispondere alle email. Quella parte può essere automatizzata. Il risultato? Le persone liberano tempo per costruire cose nuove e interessanti.

    La prossima svolta: proattività

    Domanda: Su cosa siete più entusiasti nei prossimi sei mesi?

    Cat Wu: La prossima grande frontiera è la proattività. Lo scorso anno eravamo ancora nel mondo “sincrono”. Ora molti stanno passando alle routine—per esempio, automatizzare le risposte ai ticket di supporto. Il passo successivo è che Claude impari davvero su cosa stai lavorando e imposti da solo alcune di queste automazioni. In pratica, anticipa i bisogni dell’utente prima che questo li formuli.


    In sintesi, la visione di Wu mette al centro tre assi: rilasci rapidi ma responsabili, competenze umane forti per orchestrare agenti sempre più capaci e, soprattutto, un’AI che passa dalla reattività alla proattività—fino a capire ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora di noi.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.