Non bastava il registro elettronico; ora nascono anche i primi gruppi WhatsApp dei genitori, che stanno spopolando, secondo quanto si legge sul blog di Monica D’Ascenzo, blogger del Sole 24 ore.

Secondo la blogger si tratta ormai di “una moda che sta diventando contagiosa, dal nido al liceo. Per carità, per i genitori che lavorano è una manna dal cielo: sai in tempo reale tutto quello che sapresti andando a prendere tuo figlio all’uscita da scuola”. Ma qual è lo scopo di questi gruppi? Facciamo un esempio. I genitori che seguono i figli nello studio si riuniscono in gruppi WhatsApp, così possono confrontarsi sui voti, sui compiti, sulle pagine da studiare.

Ma è giusto aiutare a tal punto i figli? Continua la blogger “Oggi mandiamo i bambini a scuola con la rete di protezione… Ci assicuriamo che non si facciano male, ma non rischiamo che poi se ne facciano di più crescendo, quando non potremo fare più il gruppo whatsapp con i genitori dei compagni di università o poi con quelli dei colleghi d’ufficio?”.

E’ pur vero che la tecnologia ormai ci ha raggiunto in ogni angolo della nostra vita, e quindi è giusto che venga usata anche a scuola. Ma così non si rischia una deresponsabilizzazione completa dei ragazzi, proteggendoli da quello che la scuola in realtà dovrebbe essere: una crescita personale e individuale?

Forse i gruppi di WhatsApp dei genitori dovrebbero concentrarsi su altre cose, piuttosto che nel seguire passo passo la vita scolastica e non dei figli.

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