I 10 Data Center più Costosi negli Stati Uniti e in Cina
I data center non saranno scintillanti a vedersi, ma il conto è da capogiro.
I costi per costruirli stanno schizzando perché oggi il digitale pretende tutto insieme: più calcolo, più raffreddamento e moltissima più energia.
Il boom di cloud computing, intelligenza artificiale e analytics ha trasformato l’infrastruttura dei data center in una delle opere di costruzione più costose al mondo. Secondo stime McKinsey, la domanda globale potrebbe richiedere investimenti per migliaia di miliardi di dollari entro il 2030.
I grandi impianti non sono più semplici capannoni pieni di server: parliamo di campus con un’impronta fisica enorme, connettività di rete dedicata, sistemi di backup, raffreddamento ad acqua o a liquido e, soprattutto, potenza elettrica sufficiente a sostenere carichi AI che operano 24/7.
Questa selezione passa in rassegna 10 tra i campus e i progetti più onerosi. Partiamo dai data center pianificati più costosi e poi guardiamo ai colossi già attivi, per capire come dimensioni, requisiti energetici e capacità stiano diventando un vantaggio competitivo decisivo per big tech, finanza e provider cloud.
1. Tract Data Center Campus, Lockhart, Texas
Il Tract Data Center Campus vicino a Lockhart è un progetto di campus su larga scala.
Perché costa tanto? Un’iniziativa di queste dimensioni non paga solo i server. Nel conto rientrano il terreno, la realizzazione di sottostazioni elettriche, i sistemi di raffreddamento, i collegamenti di rete, la sicurezza, la costruzione per fasi e tutte le infrastrutture che garantiscono alimentazione continua a strutture gigantesche.
In pratica, la voce energia e raffreddamento pesa quanto (o più) dell’hardware di calcolo.
Questo trend rispecchia il quadro di mercato: McKinsey prevede che la domanda futura possa spingere gli investimenti globali nei data center fino a circa 6,7 trilioni di dollari entro il 2030, con i modelli di intelligenza artificiale a fare da principale driver.
Quando si parla di “domanda di spazio” nei data center, si intende proprio questo: campus più ampi, assorbimenti energetici maggiori e capitali vincolati prima ancora che il primo cliente carichi un byte.
2. Project Sail, Newnan, Georgia
Project Sail, proposto nei pressi di Newnan, ha un costo stimato di 17 miliardi di dollari. Anche non essendo ancora completato, è già tra i data center più costosi mai resi pubblici.
La Georgia attrae investimenti di questo tipo perché offre accesso a dorsali in fibra ottica, una base di lavoratori ampia e ottimi collegamenti con tutto il Sud-Est degli Stati Uniti.
La bassa latenza è cruciale per AI, cloud enterprise e servizi consumer. Le location vicine ai grandi bacini di utenza costano di più all’inizio, ma danno un vantaggio competitivo reale nel mercato dei data center.
Cantieri di questa scala ridisegnano anche l’economia locale: lavoro per imprese di costruzione, elettrici, specialisti del raffreddamento e fornitori; entrate fiscali per i comuni; commercio quotidiano legato al sito.
3. Meta Richland Parish Data Center, Rayville, Louisiana
Il campus di Meta nella Richland Parish è un altro progetto nell’ordine dei 10 miliardi di dollari. Segno che i super-progetti stanno diventando la norma in un settore già capital-intensive.
Meta costruisce per l’AI tanto quanto per i social. Addestramento e inferenza dei modelli richiedono cluster ad altissima densità di chip, che generano calore in grande quantità. Ecco perché i campus moderni investono massicciamente in raffreddamento, alimentazione di backup e layout efficienti, capaci di supportare più calcolo per metro quadrato.
Qui entrano in gioco anche le soluzioni energetiche sostenibili. Il tema non è più secondario: secondo l’International Energy Agency, nel 2024 i data center hanno consumato circa 415 TWh, pari a circa l’1,5% dell’elettricità globale. Per questo rinnovabili e contratti di fornitura “puliti” sono parte integrante del modello di business, non solo una mossa d’immagine.
4. Compass Datacenters Campus, Meridian, Mississippi
Anche il campus Compass Datacenters previsto a Meridian, Mississippi, è valutato attorno ai 10 miliardi di dollari. Un “pari prezzo” con il progetto di Meta in Louisiana che dice molto: i mega-campus non sono più eccezioni, ma risposte standard a una domanda in forte crescita.
Gli operatori cercano territori che bilancino costo dei terreni, clima, disponibilità di utility e connettività. Alcuni mercati vincono perché sono vicini agli utenti; altri perché il clima più fresco taglia i costi di raffreddamento. Aiuta anche l’approccio modulare: si può mettere online capacità a tranche, senza attendere che l’intero mega-campus sia terminato.
Il baricentro si allarga: non è Silicon Valley, e proprio questo è il punto. Il mercato dei data center si sta spingendo ben oltre gli hub storici, pur con l’area di Northern Virginia saldamente in testa e cluster come Las Vegas, Phoenix, Dallas–Fort Worth e Tahoe–Reno in piena espansione.
5. Cologix Johnstown Campus, Johnstown, Ohio
Il campus Cologix di Johnstown, in Ohio, vale circa 7 miliardi di dollari: uno dei progetti più grandi oggi annunciati. È un esempio chiaro di come il cloud stia ridisegnando la geografia.
L’Ohio è diventato un nodo strategico perché vicino a grandi aree metropolitane e con ottime infrastrutture elettriche e in fibra. Per chi cerca bassa latenza senza i costi dei terreni sulle coste, è una combinazione vincente. Non a caso anche Vantage Data Centers, Digital Realty e altri big stanno puntando su mercati dove la potenza di rete e di calcolo può crescere rapidamente.
Queste cifre ricordano che alimentare i data center è anche una sfida di supply chain: trasformatori, quadri elettrici, generatori di backup, chiller e semiconduttori devono arrivare puntuali. Basta un ritardo per rallentare tutto il progetto.
6. Switch Citadel Campus, Tahoe–Reno, Nevada
Lo Switch Citadel Campus nell’area Tahoe–Reno non ha un budget pubblico come i progetti precedenti, ma le dimensioni parlano da sole: fino a 7,2 milioni di piedi quadrati di spazi e una potenza massima di 650 MW.
A questi livelli, i paragoni con i consumi elettrici domestici diventano utili: un mega-campus del genere può assorbire energia pari a quella di una piccola città. Ecco perché il settore mette al centro rinnovabili, efficienza energetica e sistemi di raffreddamento a elevata efficienza.
Google, ad esempio, punta a operare con energia carbon-free 24/7 entro il 2030, e l’industria in generale sta cercando strategie analoghe.
Il Nevada evidenzia anche l’importanza dei rischi naturali. Prima di investire miliardi, gli operatori valutano attentamente disastri naturali, stress idrico e resilienza della rete. Un sito che riduce questi rischi può giustificare spese iniziali più alte.
7. China Telecom Data Center, Mongolia Interna, Cina
Il data center di China Telecom in Mongolia Interna è spesso indicato come il più grande al mondo per superficie, con circa 10,7 milioni di piedi quadrati.
A questa scala, l’assenza di un costo pubblico non equivale a “economico”: rende solo più difficile capirne i conti dall’esterno.
L’area è associata a mega-campus di calcolo. Anche China Mobile e altri operatori hanno investito nel Nord della Cina, dove il terreno è disponibile e gli impianti possono estendersi su superfici enormi.
Pensate a questi siti come a distretti industriali dell’informazione: conservano, spostano e processano dati per cloud, traffico telecom e servizi enterprise a una scala che sembra abbracciare l’intero mondo digitale, pur senza che un singolo campus contenga davvero “tutto”.
8. Harbin Data Center, Heilongjiang, Cina
Il data center di Harbin copre circa 7,1 milioni di piedi quadrati e ha un assorbimento stimato intorno ai 200 MW. L’accoppiata superficie–potenza spiega perché i maxi-progetti costano così tanto, anche quando i dati pubblici scarseggiano.
La sfida si riassume in poche parole, ma è difficile da risolvere: più chip generano più calore; più calore richiede più raffreddamento; più raffreddamento fa salire consumi e costi impiantistici.
I soli sistemi elettrici possono arrivare al 40–45% del budget di costruzione di un grande impianto: un campus da 100 MW può superare facilmente il miliardo di dollari prima ancora dell’installazione delle apparecchiature dei clienti.
Harbin mostra anche perché gli operatori guardano oltre i mercati “di tendenza”: il clima del Nord può favorire l’efficienza energetica, pur senza annullare l’enorme fabbisogno di capitali di questi progetti.
9. Range International Information Hub, Langfang, Cina
Il Range International Information Hub a Langfang si estende su circa 6,3 milioni di piedi quadrati e fornisce all’incirca 150 MW. Un altro gigante progettato per la scala, non per fare vetrina.
Un sito così funziona perché offre accesso a dorsali di rete ad alta densità, grandi bacini di clientela e spazio per crescere. Un mix decisivo per il cloud, lo storage enterprise e i carichi di elaborazione massivi dietro streaming, motori di ricerca e sistemi core aziendali.
Per i clienti il “prodotto” visibile è la rapidità d’accesso. Dietro le quinte, lavorano chilometri di cavi, quadri elettrici, sistemi di raffreddamento e apparati di backup.
Molte classifiche elencano un po’ di tutto. Il punto vero è chiedersi cosa fanno questi campus: trasformano capitale in affidabilità, bassa latenza e capacità di espansione.
10. Lakeside Technology Center, Chicago, Illinois
Il Lakeside Technology Center è più compatto rispetto ai colossi cinesi, ma merita il posto in classifica perché rappresenta bene l’economia dei grandi impianti statunitensi.
Con circa 1,1 milioni di piedi quadrati e un assorbimento nell’ordine dei 100 MW, dimostra come un sito denso e a ridosso del tessuto urbano possa essere estremamente prezioso anche senza primeggiare per superficie.
Chicago è vicina a grandi dorsali di rete e istituzioni finanziarie: un data center qui beneficia di un vantaggio di connettività che conta per banche, trading e servizi enterprise dove i millisecondi fanno la differenza.
È anche il motivo per cui gli operatori continuano a investire nella Northern Virginia e in altre location “prime”, nonostante costi elevati di suolo e utility.
Altri Campus di Rilievo
- Google Council Bluffs (Iowa): circa 2,9 milioni di piedi quadrati.
- Utah Data Center (NSA): circa 1 milione di piedi quadrati.
- CWL1 Data Centre (Newport, Galles): circa 148 MW.
- QTS Metro (Atlanta): circa 120 MW.
Il quadro è vasto e in rapida evoluzione.
Le cifre di crescita sono impressionanti: negli Stati Uniti, la domanda elettrica dei data center è attesa in aumento con un CAGR di circa il 23% tra il 2024 e il 2030. La Northern Virginia resta il polo principale, mentre mercati come Phoenix, Salt Lake City, Dallas–Fort Worth, Atlanta, Las Vegas e Reno si preparano ad aggiungere capacità significativa.
Alcune previsioni indicano che l’area Las Vegas–Reno potrebbe richiedere complessivamente 3.812 MW, sufficienti ad alimentare circa 3,1 milioni di abitazioni.
Insomma, i data center costano, e molto. Ma con la domanda in crescita continua, la vera domanda è come il settore riuscirà a costruirne abbastanza, abbastanza in fretta, mantenendo resilienza, efficienza energetica e un forte legame con le fonti rinnovabili.
Nota finale: non tutti i mega-campus sono progettati secondo standard Tier III, e non tutti gli operatori pubblicano dati di costo comparabili. Confrontare i data center più costosi implica sempre una componente di stima accanto ai numeri verificabili.

