SpaceX ha svelato in segreto un nuovo dispositivo AI agli investitori. È uno smartphone oppure no?

    L’idea di un dispositivo “intelligente” che non sia uno smartphone può sembrare strana, ma non è certo senza precedenti. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata mercoledì, SpaceX avrebbe già mostrato agli investitori un prototipo iniziale di questo prodotto.

    Un device “tipo telefono”, ma con OS proprietario

    Il report sostiene che la SpaceX di Elon Musk — sotto cui ricadono anche la piattaforma social X e la startup di intelligenza artificiale xAI — avrebbe sviluppato un dispositivo simile a un telefono, più sottile ed elegante di un iPhone, dotato di un sistema operativo proprietario che integra le tecnologie di xAI. A livello hardware, il prototipo utilizzerebbe un chip Qualcomm Snapdragon, una soluzione comune negli smartphone Android di oggi.

    Giovedì, però, Musk ha smentito pubblicamente l’esistenza del dispositivo, definendo le indiscrezioni “totalmente false” in un post su X.

    Elon dice che l’articolo del WSJ sul “dispositivo AI” di SpaceX è falso.

    Musk nega, ma i rumor continuano

    A febbraio Musk aveva già dichiarato pubblicamente che un telefono non era in sviluppo. Già in occasione di un evento, lo scorso ottobre, aveva affermato: “l’idea di fare un telefono mi fa venire voglia di morire”, aggiungendo però: “se dovremo fare un telefono, lo faremo.” Nonostante le smentite, le voci di corridoio restano numerose e lasciano pensare che un dispositivo possa effettivamente esistere, anche se Musk evita accuratamente di chiamarlo “telefono”.

    SpaceX ha iniziato a essere negoziata pubblicamente all’inizio di questo mese. Resta da capire se vedremo un prodotto consumer con il suo marchio; non sarebbe comunque uno shock.

    SpaceX non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.

    Ma allora, è un telefono o no?

    L’intelligenza artificiale è già profondamente integrata nei nostri smartphone, ma l’industria sta correndo per creare una nuova ondata di gadget nativi AI. OpenAI e Jony Ive, ad esempio, starebbero lavorando a un dispositivo senza schermo, da indossare sull’orecchio, pensato come assistente sempre attivo.

    In un mercato saturo di tecnologie “smart”, lanciare un device con un sistema operativo completamente nuovo libererebbe Musk dai vincoli degli ecosistemi Apple e Google. Questo consentirebbe a SpaceX e xAI di appoggiarsi sulle proprie tecnologie invece che sulle piattaforme dei grandi player.

    Inoltre, vista la morsa di Apple e Google sul mondo smartphone, evitare la forma-telefono potrebbe aiutare il nuovo device di SpaceX a sfuggire alle regole stringenti degli app store.

    Connessione via Starlink e roadmap ancora fluida

    Quando è stato presentato agli investitori istituzionali, SpaceX avrebbe sottolineato che il progetto è nelle primissime fasi e che il design potrebbe cambiare nel tempo. Pur non chiamandolo “telefono”, è ragionevole immaginare che il dispositivo possa collegarsi alla rete satellitare Starlink per la connettività.

    E mentre un vero e proprio smartphone brandizzato viene negato, un servizio mobile consumer con il marchio dell’azienda sembra più probabile. La scorsa settimana, il Financial Times ha riportato che SpaceX starebbe valutando attivamente un piano mobile retail a marchio Starlink, in diretta competizione con T‑Mobile, AT&T e Verizon.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.