Il più giovane giocatore NBA di sempre (e il più giovane a giocare le Finals)

    Alcuni giocatori NBA hanno calcato il parquet quando erano ancora adolescenti. Tra loro c’è anche il più giovane di sempre nella storia della lega, che ha esordito pochi giorni dopo aver compiuto 18 anni, appena in tempo per poter votare.

    La NBA è da sempre un terreno fertile per i talenti emergenti, soprattutto da quando per un periodo ha permesso l’ingresso diretto dalla high school. Dal 2005 questa possibilità è stata limitata: oggi si può dichiararsi eleggibili a partire dai 19 anni.

    Di seguito vediamo chi detiene il record assoluto, chi è il più giovane nella stagione 2024-25 e chi è sceso in campo nelle NBA Finals quando era praticamente ancora alle prime guide.

    Il più giovane giocatore NBA di sempre

    Il primato appartiene ad Andrew Bynum. Scelto dai Los Angeles Lakers al Draft 2005, ha debuttato a soli 18 anni e 6 giorni. Più giovane di tanti studenti all’ultimo anno di liceo.

    Bynum fece parte di quella generazione che arrivò nella lega in anticipo, prima che la NBA imponesse la regola di essere trascorso almeno un anno dal diploma di high school. Con i Lakers ha giocato sette stagioni, è diventato All-Star, poi gli infortuni hanno frenato la sua carriera.

    Prima di lui, anche Jermaine O’Neal e Kobe Bryant erano passati direttamente dalle superiori alla NBA, segnando un’epoca e contribuendo a ridefinire le politiche d’ingresso della lega.

    Vale la pena ricordare anche due pionieri degli anni ’70: Bill Willoughby e Darryl Dawkins, entrambi professionisti da minorenni. Nonostante ciò, il record per il giocatore più giovane a esordire in NBA resta nelle mani di Bynum.

    Il più giovane della stagione NBA 2024-25

    Per la stagione 2024-25 il titolo spetta a Ulrich Chomche, rookie messo sotto contratto dai Toronto Raptors. Nato nel 2005, il lungo camerunese è approdato in NBA a 18 anni dopo il percorso di crescita all’NBA Academy.

    Non è l’unico teenager ad aver trovato spazio quest’anno. Alex Sarr e Zaccharie Risacher erano tra i prospetti più chiacchierati del Draft: Sarr è stato scelto dai Washington Wizards, mentre Risacher è finito ai Detroit Pistons.

    Un altro nome da tenere d’occhio è Bub Carrington: la guardia rookie dei Washington Wizards figura anche lui tra i più giovani professionisti della stagione.

    Questi volti nuovi alimentano progetti incentrati sulla gioventù in diverse franchigie—come Houston Rockets, Charlotte Hornets e Indiana Pacers—dove atletismo e potenziale, spesso, contano più dell’esperienza immediata.

    Il più giovane a giocare le NBA Finals

    Tra i più recenti, Jonathan Kuminga è stato il più giovane a comparire alle Finals: con i Golden State Warriors, nella corsa al titolo del 2022, ha messo piede in campo a 19 anni. Ma il record assoluto appartiene ancora a Darko Miličić.

    Miličić fu scelto con la numero 2 al Draft 2003 dai Detroit Pistons, subito dopo LeBron James. Quella versione dei Pistons—guidata da veterani come Chauncey Billups e Ben Wallace—vinse il titolo nel 2004.

    Durante quelle Finals, Miličić aveva 18 anni e 356 giorni: è tuttora il più giovane di sempre a disputare minuti in una partita per il campionato.

    Anche se il suo impatto in campo fu minimo, tornò a casa con un anello. Un risultato che molti professionisti, anche con lunghe carriere alle spalle, non riescono mai a raggiungere.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.