Il fondo di venture di Robinhood attira oltre 150.000 investitori retail, afferma il CEO

    Il CEO di Robinhood, Vlad Tenev, rivendica il successo del nuovo fondo della fintech, Ventures Fund I, che consente agli investitori retail di entrare nel capitale di grandi società tecnologiche private come Stripe, Oura, Databricks, OpenAI e altre, tramite un veicolo quotato al NYSE. “Abbiamo avuto qualcosa come oltre 150.000 investitori retail che hanno partecipato all’IPO, quindi è davvero democratizzato”, ha dichiarato Tenev in un’intervista alla conferenza The Future of Everything del Wall Street Journal.

    Un fondo pubblico per investire nel private tech

    Lanciato a marzo, il fondo arriva in un contesto in cui il termine “unicorno” — un tempo riservato alle rarissime startup da un miliardo di dollari — suona ormai datato. Con provider di modelli di intelligenza artificiale come OpenAI e Anthropic che raccolgono capitali su valutazioni nell’ordine degli 850-900 miliardi di dollari, serve un nuovo vocabolario.

    “Le chiamiamo aziende di frontiera,” spiega Tenev, illustrando come Robinhood distingua questi colossi privati dalle startup tradizionali. “Ci sono società non quotate che raccolgono a valutazioni di molte centinaia di miliardi. È probabile che vedremo più aziende private arrivare a valutazioni nell’ordine dei trilioni prima dell’IPO — cioè prima che gli investitori retail possano partecipare.”

    Esposizione a big tech ancora non quotate

    Il primo fondo di Robinhood offre accesso a molte realtà tecnologiche che non sono ancora sbarcate in Borsa, tra cui di recente OpenAI, insieme a Mercor, Ramp, Airwallex, Boom e altre. Secondo Tenev, questo veicolo è perfettamente in linea con la missione più ampia di Robinhood: democratizzare l’accesso ai mercati per gli investitori individuali.

    In passato l’azienda ha aperto la strada con il trading a zero commissioni, facendo crescere in modo significativo la partecipazione retail sui mercati pubblici. Ora considera l’investimento in grandi società private come l’evoluzione naturale di quel percorso.

    “Un VC quotato, con liquidità giornaliera”

    “Si può pensare [a questo nuovo fondo] come a una società di venture capital quotata, con liquidità giornaliera. Niente requisiti di accreditamento e niente carry,” ha spiegato Tenev. “Solo una commissione di gestione competitiva, senza carry — che, per chi conosce il venture capital, di solito, quando investi come LP in un fondo, paghi una management fee, ma c’è anche un carry tipicamente intorno al 20%, il che significa che il 20% dei profitti va al gestore del fondo.”

    Far entrare i retail prima dell’IPO

    Per Tenev, date le dimensioni di queste aziende e il fatto che molte scelgono di restare private più a lungo, è giusto permettere ai retail di entrare prima della quotazione. “L’aspirazione è che, se stai raccogliendo un seed o un round di Serie A — quindi i primissimi capitali — i retail possano rappresentare una quota importante del round, un po’ come già avviene oggi sui mercati pubblici,” ha detto. “Dovremmo farli salire a bordo sin dal piano terra, così da poter beneficiare di quell’apprezzamento che sempre più spesso avviene nei mercati privati.”

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.