Intuit licenzia oltre 3.000 dipendenti per puntare sull’IA

    Il colosso del software aziendale Intuit sta tagliando il 17% della propria forza lavoro — circa 3.000 persone — per reindirizzare risorse verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei suoi prodotti. La notizia arriva da Reuters, che cita una comunicazione interna inviata ai dipendenti.

    Secondo il memo dell’amministratore delegato Sasan Goodarzi, l’operazione punta a ridurre la complessità semplificando la struttura organizzativa e a concentrare gli investimenti sulle iniziative legate all’IA.

    Intuit, nota per soluzioni di contabilità, fisco e finanza personale come TurboTax, QuickBooks e Credit Karma, contava 18.200 dipendenti a livello globale a luglio 2025, come riportato nel suo bilancio annuale.

    L’azienda non ha risposto immediatamente alle richieste di commento né alle domande su eventuali riduzioni di compensi per i vertici, il consiglio di amministrazione o lo stesso CEO. Nel 2025 fiscale, la retribuzione di Goodarzi — inclusi incentivi in contanti e azioni — ha toccato i 36,8 milioni di dollari.

    Un anno duro per l’occupazione tech

    Il taglio di Intuit arriva in un contesto già difficile per il settore tecnologico: da inizio anno, le aziende tech hanno complessivamente eliminato oltre 100.000 posti di lavoro, secondo Statista, e il ritmo attuale potrebbe superare sia il 2024 che il 2025 se la tendenza dovesse proseguire.

    Tra i gruppi che hanno ridimensionato l’organico negli ultimi mesi figurano:
    – Amazon
    – Block
    – Cisco
    – Cloudflare
    – Meta
    – Microsoft
    – Oracle

    Tutte hanno motivato i tagli con la necessità di riallocare spese e risorse su progetti di intelligenza artificiale e di ristrutturare le rispettive organizzazioni di conseguenza.

    Profitti in crescita, strategia in evoluzione

    Paradossalmente, molte di queste società hanno recentemente registrato ricavi e utili solidi, spinti dalla forte domanda di prodotti e servizi basati sull’IA e dalle infrastrutture necessarie per sostenerla. Anche le quotazioni in Borsa ne hanno beneficiato, con rialzi che riflettono le scommesse degli investitori sull’IA come nuovo motore di crescita per il software.

    Intuit, però, non è stata percepita come uno dei principali vincitori di questa ondata: negli ultimi 12 mesi il titolo ha costantemente sottoperformato rispetto all’S&P 500. L’azienda è finita nel filone di preoccupazioni che riguarda molte realtà SaaS tradizionali, accusate di rischiare il passo rispetto a nuove soluzioni basate sull’IA che promettono di rivoluzionare lo sviluppo e l’utilizzo del software.

    I numeri più recenti

    Nel secondo trimestre fiscale, chiuso a gennaio, Intuit ha registrato:
    – Ricavi per 4,65 miliardi di dollari, in crescita del 17% anno su anno
    – Un utile netto di 693 milioni di dollari, in aumento del 48% rispetto all’anno precedente

    Per il terzo trimestre, i cui risultati saranno comunicati in giornata, la società prevede un incremento dei ricavi di circa il 10%.


    In sintesi, Intuit sta ricalibrando il proprio perimetro per puntare con più decisione sull’intelligenza artificiale, allineandosi a un trend che sta ridefinendo priorità, spese e strutture di gran parte dell’industria tecnologica. Resta da capire se questa strategia riuscirà a invertire la percezione di mercato e a riaccendere la fiducia degli investitori nel titolo.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.