Nel 2026 l’ISEE cambia in modo significativo: la legge di bilancio ha introdotto modifiche alle regole di calcolo (in particolare per la prima casa e per la scala di equivalenza), ha stabilito l’ingresso definitivo dell’ISEE precompilato come modalità ordinaria e ha recepito alcune esclusioni patrimoniali (es. titoli di Stato e buoni fino a certe soglie). Qui trovi una guida pratica — aggiornata alle fonti ufficiali e ai commenti tecnici — che spiega le novità principali, perché conviene (in molti casi) ai proprietari di abitazione principale e come compilare la DSU e ottenere l’attestazione ISEE tramite il Portale INPS (o tramite CAF), compresa la spiegazione del concetto che spesso viene chiamato «ISEE predeterminato» nella pratica dei bandi locali. Citazioni alle fonti principali sono riportate lungo il testo.
1) Le novità principali per l’ISEE 2026 (breve panoramica)
Le modifiche più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dagli interventi collegati riguardano essenzialmente tre aspetti:
- Franchigia sulla prima casa: aumenta in modo consistente la soglia del valore dell’abitazione principale che viene esclusa dal calcolo patrimoniale dell’ISEE. La franchigia passa dagli importi precedenti (≈52.500 €) a un valore molto più elevato (soglia base indicata attorno a 91.500 € e maggiorazioni/deroghe per grandi centri). Questa misura è stata introdotta in manovra per attenuare l’effetto penalizzante della proprietà della casa nell’accesso a prestazioni sociali.
- Rivisitazione della scala di equivalenza: la «scala» che trasforma ISE (somma di redditi + quote di patrimonio) in ISEE (dividendo per un parametro che aumenta col numero di componenti) è stata aggiornata: le maggiorazioni per i figli e per nuclei numerosi sono state rese più favorevoli, abbassando l’indicatore per le famiglie con più figli. Questo aumenta la platea di nuclei che rientrano nelle soglie previste per bonus e agevolazioni.
- Modalità precompilata e esclusioni patrimoniali stabilizzate: il Portale unico ISEE dell’INPS (DSU precompilata / ISEE precompilato) diventa la modalità privilegiata per la presentazione; inoltre alcune tipologie di strumenti finanziari (es. titoli di Stato, libretti e buoni fruttiferi entro certe soglie) sono state escluse o limitate nel computo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE a partire dalle modifiche operative già applicate dal 2025.
Queste novità sono già operative con effetti pratici su ISEE 2026 (e su richieste presentate dal 1° gennaio 2026, salvo diverse indicazioni di decorrenza contenute nella norma). Per i dettagli testuali il testo di riferimento è la Legge di Bilancio 2026 e le relative note esplicative pubblicate dal Ministero/Esecutivo.
2) Che cosa significa, in pratica, l’aumento della franchigia per la “prima casa”?
Prima di tutto: la franchigia riguarda il valore patrimoniale dell’abitazione principale (non le seconde case o gli immobili dati a reddito). In parole semplici:
- quando si calcola il patrimonio immobiliare ai fini ISEE, il valore della prima casa viene determinato sulla base della rendita catastale (convertita in valore catastale) e poi viene sottratta una franchigia fissa: fino a questa soglia l’immobile non pesa (o pesa molto meno) sul calcolo ISEE; oltre la franchigia, si considera solo la quota eccedente, decurtando anche l’eventuale capitale residuo del mutuo. Con la manovra 2026 la franchigia è stata aumentata (soglia base indicata attorno a 91.500 €; per i grandi centri metropolitani sono previste maggiorazioni/deroghe).
Perché è importante: molte famiglie proprietarie della casa di abitazione avevano fino ad oggi un ISEE più alto — quindi meno accesso a bonus sociali e agevolazioni — proprio perché il valore catastale della prima casa pesava nel patrimonio. Aumentando la franchigia, molti nuclei vedranno diminuire il proprio ISEE e potranno accedere (o rimanere dentro) soglie di sostegno che prima superavano. Numeri esatti e limiti dipendono dalla composizione familiare e da specifiche maggiorazioni (es. per figli).
3) Esempio sintetico (per capire l’effetto sulla dichiarazione)
(Esempio semplificato a scopo illustrativo — i calcoli reali li fa il sistema INPS)
- Rendita catastale dell’abitazione: 1.000 € → valore catastale (base IMU) ≈ rendita×1,05×160 = 168.000 € (questo è il parametro usato tradizionalmente per il valore ai fini IMU/ISEE; nelle guide operative si trova questa modalità di calcolo).
- Franchigia ISEE (2026): 91.500 € (soglia esempio) → valore netto ai fini ISEE = 168.000 − 91.500 = 76.500 € (soglia figlia/altre maggiorazioni possono modificare il risultato).
- Sul valore che resta si sottrae il capitale residuo del mutuo e si applica la quota considerata (ad esempio 2/3) prevista dal calcolo ISEE; alla somma dei redditi si aggiunge il 20% del patrimonio complessivo — infine il risultato si divide per la scala di equivalenza del nucleo familiare (aggiornata). Il risultato è l’ISEE. Fonti e tutorial INPS spiegano i singoli quadri della DSU.
4) Vantaggi concreti per chi ha una casa (chi guadagna e perché)
- Riduzione dell’ISEE per molti proprietari di abitazione principale. L’aumento della franchigia significa che chi possiede una casa di valore catastale contenuto (o moderato) vedrà il patrimonio immobiliare escluso in misura maggiore, abbassando l’ISEE. Questo può incidere sull’accesso a bonus sociali, rette agevolate per asili nido, contributi affitto, agevolazioni su bollette (bonus sociale), assegno unico integrativo, tariffe sociali e altre prestazioni.
- Migliore trattamento per famiglie numerose. Con la revisione della scala di equivalenza e con maggiorazioni per i figli, le famiglie con più figli vedranno la loro «scala» aumentata: a parità di reddito e patrimonio, l’ISEE sarà più basso rispetto al passato, quindi cresce la possibilità di ottenere prestazioni legate a limiti ISEE.
- Esclusione o limitazione di alcuni risparmi “sicuri”. L’esclusione (o la limitazione) di titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti entro certe soglie diminuisce il peso del patrimonio mobiliare per chi ha risparmi in questi strumenti; per alcune famiglie questa esclusione è rilevante perché fino al 2025 l’inclusione di tali titoli poteva far salire il patrimonio mobiliare e quindi l’ISEE.
- Impatto locale variabile. Attenzione: l’effetto dipende molto dal valore catastale della casa (non dal prezzo di mercato) e dalla città: per i nuclei residenti nelle grandi città metropolitane le franchigie possono essere maggiori (la normativa di manovra prevede deroghe/maggiorazioni), perciò l’impatto sarà diverso in base al comune.
5) Cosa si intende (nella pratica) per “ISEE predeterminato”?
Il termine «ISEE predeterminato» non è un’espressione tecnica standard dell’INPS come lo è «ISEE precompilato» o «DSU precompilata». Nella pratica amministrativa locale (comuni, bandi e regolamenti di aiuto) spesso si parla di ISEE predeterminato per indicare:
- o un valore ISEE stabilito a priori per l’ammissione a particolari benefici (es.: il bando prevede che chi ha “ISEE predeterminato” inferiore a X ottiene il contributo), oppure
- una modalità in cui l’ente richiedente acquisisce l’attestazione ISEE già presente nel sistema (precompilata o rilasciata) senza che il cittadino debba compilare una nuova DSU ad hoc.
Quando leggi “ISEE predeterminato” in un bando, verifica sempre la definizione usata dall’ente: spesso significa semplicemente che l’ente accetta l’ISEE già ottenuto tramite la DSU precompilata/INPS (vale a dire che non richiede documentazione aggiuntiva). Se desideri, posso controllare un bando specifico e dirti esattamente cosa intende. (Fonti: uso pratico del termine in documenti locali e comunicazioni pubbliche).
6) Come richiedere l’ISEE 2026: passaggi pratici (DSU precompilata su INPS)
L’INPS ha reso disponibile il Portale unico ISEE / DSU precompilata, e dal 2024–2025 la procedura è la modalità preferenziale per ottenere l’attestazione. Ecco la procedura passo-passo:
- Preparati (documenti e credenziali): codice fiscale di tutti i componenti, documento d’identità del dichiarante, eventuali certificazioni (CU/730 o altro per redditi), estremi del mutuo, informazioni sugli immobili (rendita catastale). Per accedere online hai bisogno di SPID, CIE o CNS.
- Accedi al Portale unico ISEE dell’INPS: percorso “ISEE precompilato” / “DSU precompilata”. Se il sistema trova informazioni disponibili presso le basi dati (Agenzia Entrate, banche dati INPS), precompila molti campi. Il dichiarante deve autorizzare la precompilazione (ogni maggiorenne del nucleo dà l’autorizzazione) per consentire all’INPS di acquisire i dati.
- Controlla, integra e firma la DSU: verifica i dati precompilati (familiari, redditi, patrimoni). Se mancano dati o qualcosa non coincide, puoi correggere o integrare. Alcune informazioni richiedono il cosiddetto elemento di riscontro (es. dati reddituali) che vengono verificati dall’Agenzia delle Entrate: solo con esito positivo il sistema completa la precompilazione.
- Invio e ottenimento dell’attestazione ISEE: dopo l’invio della DSU l’INPS elabora e rilascia l’attestazione ISEE (PDF), che vale come documento ufficiale per richiedere agevolazioni. L’attestazione ha validità ordinaria fino al 31/12 dello stesso anno, salvo casi di ISEE corrente.
- Alternativa: CAF o professionisti abilitati. Se preferisci assistenza, puoi rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato: essi acquisiscono la DSU precompilata dal Portale INPS e completano la procedura per tuo conto. Anche in questo caso l’iter passa attraverso il sistema precompilato dell’INPS.
7) ISEE corrente e quando conviene chiederlo
Se la tua situazione reddituale/patrimoniale cambia significativamente (perdita lavoro, riduzione redditi, spese straordinarie ecc.), puoi richiedere l’ISEE corrente, che aggiorna l’ISEE con redditi più recenti (ultimi 12 mesi o ultimi 2 mesi in caso di variazioni molto recenti). L’ISEE corrente si richiede solo dopo aver ottenuto un ISEE ordinario valido. È utile quando i cambi di situazione sono tali da modificare l’accesso a prestazioni nel breve termine.
8) Documenti e controlli: cosa preparare se hai una casa
Per chi ha una casa (e vuole sfruttare la nuova franchigia) è utile preparare:
- Visura catastale o almeno la rendita catastale dell’immobile (è il dato di partenza per il calcolo del valore catastale/IMU). La rendita si ottiene dall’Agenzia delle Entrate o tramite visura catastale.
- Estremi del mutuo (capitale residuo) se vuoi che venga considerato nella DSU.
- Eventuali atti o documenti che giustifichino situazioni particolari (es. usufrutto, quote di proprietà, abitazione data in comodato, affitto ecc.).
- Spid/CIE per accedere al Portale INPS oppure rivolgersi a CAF.
Per sapere come si calcola esattamente il valore catastale che entra nella DSU (rendita rivalutata per coefficienti), puoi consultare il portale dell’Agenzia delle Entrate e le guide INPS; di norma si parte dalla rendita catastale rivalutata (5%) e si applicano i coefficienti indicati dalla normativa di riferimento.
9) Raccomandazioni pratiche e FAQ rapide
- Devo rifare subito l’ISEE se l’ho fatto l’anno scorso? Se hai un ISEE ancora valido in base alle nuove regole e non hai variazioni significative, potresti non dover presentare una nuova DSU subito — tuttavia, dato che la normativa di manovra modifica soglie e franchigie, conviene verificare (soprattutto se hai figli o sei proprietario della casa): in molti casi il ricalcolo con le nuove regole può aumentare le possibilità di ottenere agevolazioni.
- Come verifico il valore catastale della mia casa? Puoi ottenere la rendita catastale con una visura catastale presso l’Agenzia delle Entrate o tramite i servizi telematici abilitati; da lì si determina il valore ai fini IMU/ISEE seguendo le guide.
- Cosa fare se il Portale INPS non trova i dati? Se i dati precompilati mancano o non coincidono, puoi comunque compilare la DSU manualmente o rivolgerti a un CAF. Alcuni dati (elementi di riscontro) richiedono l’autorizzazione dei componenti maggiorenni al collegamento con l’Agenzia delle Entrate.
10) Conclusione e prossimi passi
L’ISEE 2026 introduce cambiamenti che nel complesso rendono più favorevole la posizione delle famiglie proprietarie della prima casa e delle famiglie numerose: franchigia più alta per l’abitazione principale, scala di equivalenza riveduta e stabilizzazione di alcune esclusioni patrimoniali (titoli di Stato/buoni entro soglie). Per sfruttare al meglio le novità:
- verifica la tua rendita catastale e il valore catastale dell’abitazione;
- richiedi (o ricalcola) l’ISEE tramite il Portale INPS (DSU precompilata) o tramite un CAF;
- valuta l’eventuale richiesta di ISEE corrente se la tua situazione è cambiata recentemente.

