KPMG ritira un report sull’uso dell’IA per presunte “allucinazioni” del modello

    KPMG ha rimosso dal proprio sito un report intitolato “Redefining excellence in the age of agentic AI” dopo che diverse organizzazioni hanno contestato come false alcune affermazioni sul loro utilizzo dell’intelligenza artificiale.

    Secondo GPTZero, un gruppo di ricerca che ha analizzato il documento pubblicato nell’ottobre 2025, nel report erano presenti numerose imprecisioni riconducibili a “allucinazioni” generate dall’IA. In sostanza, la società di consulenza avrebbe impiegato sistemi di intelligenza artificiale per redigere un’analisi proprio sull’IA, con risultati fuorvianti.

    Le contestazioni delle organizzazioni citate

    UBS, il National Health Service del Regno Unito, le Ferrovie Federali Svizzere e Transport for London hanno riferito al Financial Times che le descrizioni contenute nel report riguardo ai loro progetti e pratiche di IA erano inesatte o addirittura ingannevoli.

    La risposta di KPMG

    Un portavoce di KPMG ha confermato la rimozione del documento dai canali ufficiali mentre è in corso una verifica interna. “Ci aspettiamo che tutte le nostre persone rispettino le linee guida sull’uso responsabile dell’IA, che includono la supervisione umana per validare i contenuti e verificare fonti indipendenti”, ha dichiarato.

    Un problema che non riguarda solo KPMG

    Il caso segue di poche settimane il ritiro, da parte di EY, di un report sui programmi di loyalty che presentava note a piè di pagina sospette e indicazioni riconducibili ad allucinazioni dell’IA. Un ulteriore segnale di quanto sia cruciale applicare controlli umani rigorosi quando si utilizza l’intelligenza artificiale nella produzione di ricerche e documenti destinati al pubblico.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.