Google Search, come lo conoscevamo, è finito

    L’era dei “dieci link blu” è ufficialmente tramontata.

    Durante il Google I/O di martedì, l’azienda ha presentato una rivoluzione dell’esperienza di Ricerca basata sull’IA, al centro della quale c’è una “casella di ricerca intelligente” ripensata da zero: secondo Google, è il più grande cambiamento al principale punto d’accesso al web da quando la barra di ricerca è comparsa oltre 25 anni fa.

    Al posto di un semplice elenco di collegamenti, in molti casi Google Search porterà l’utente dentro esperienze interattive guidate dall’intelligenza artificiale. In parallelo, Google introdurrà strumenti capaci di attivare “agenti informativi” che raccolgono dati in autonomia per conto dell’utente, insieme a funzionalità per creare mini app personalizzate su misura delle proprie esigenze.

    Il risultato? La Ricerca smetterà di somigliare a ciò che abbiamo sempre avuto in mente: una pagina di link ordinati che rimandano alle informazioni desiderate.

    Una casella di ricerca più conversazionale e intelligente

    Con la nuova esperienza, la barra di ricerca si espande per accogliere query più lunghe e naturali, senza costringerti a scegliere in anticipo modalità o filtri particolari. Arriva anche un sistema di suggerimenti potenziato dall’IA che va oltre il classico completamento automatico: ti aiuta a formulare richieste più complesse e sfumate.

    Inoltre, le AI Overviews di Google consentiranno agli utenti di porre domande di follow-up in “modalità AI” a partire da martedì, rendendo le conversazioni con la Ricerca più fluide e continue.

    Dall’elenco di link alle esperienze interattive

    Google sta inserendo nella Ricerca funzionalità “agentiche” e caratteristiche interattive basate su IA. Traduzione: passeremo ancora meno tempo a cliccare i tradizionali link blu.

    Dall’estate, sarà possibile creare, personalizzare e gestire diversi “agenti informativi” direttamente da Google Search. Questi agenti possono operare in background 24/7 per monitorare il web e avvisarti quando emergono novità rilevanti. Un esempio pratico: un agente che segue i movimenti di mercato in base a parametri definiti dall’utente.

    L’idea di base non è nuova in assoluto, anche se oggi è resa molto più potente dall’IA. Nel 2003, Google lanciò Google Alerts, un servizio di rilevazione dei cambiamenti che inviava email quando comparivano nuovi risultati pertinenti. All’epoca il web era più piccolo e gestibile, e per molti professionisti era uno strumento essenziale. Il servizio esiste ancora, ma non è più il canale principale con cui la maggior parte delle persone si aggiorna online.

    Gli agenti informativi rappresentano l’evoluzione di Google Alerts: non si limitano a rilevare variazioni, ma sanno anche interpretarle.

    Come ha spiegato Liz Reid, responsabile di Google Search, in un briefing con la stampa: puoi impostare un avviso per seguire un determinato settore con parametri molto specifici; l’agente costruirà un piano di monitoraggio, definendo strumenti e dati a cui accedere — come i feed finanziari in tempo reale di Google — e ti informerà quando le condizioni impostate si verificano, offrendo un aggiornamento sintetico con link e risorse per approfondire.

    Questo cambiamento implica che sempre più spesso “cercare sul web” sarà un compito affidato agli agenti IA, mentre le persone si concentreranno sull’agire in base alle informazioni ricevute, anziché passare da un link all’altro.

    Link sempre meno centrali, IA sempre più presente

    Con l’evoluzione dei risultati di Ricerca — che riprende i lanci precedenti come le AI Overviews (riassunti brevi generati dall’IA) e la modalità conversazionale AI Mode — i link retrocedono ulteriormente.

    Le AI Overviews sono oggi utilizzate da oltre 2,5 miliardi di utenti mensili. La modalità di ricerca conversazionale, lanciata lo scorso anno, ha superato 1 miliardo di utenti al mese. Per fare un paragone, ChatGPT conta 900 milioni di utenti attivi settimanali, segno di una frequenza d’uso più alta durante la settimana, mentre Google raggiunge un numero più ampio di persone nell’arco del mese.

    Grazie alla combinazione di Gemini e Google Antigravity, la piattaforma di sviluppo “agentico” dell’azienda, i risultati inizieranno ad assomigliare a vere e proprie pagine web interattive.

    Interfacce generative e risposte su misura

    “Search può costruire esperienze personalizzate sulle tue domande, con layout dinamici, visual interattivi e spazi di progetto persistenti a cui tornare quando vuoi”, spiega Reid. Una delle integrazioni chiave è la cosiddetta generative UI, un’interfaccia che crea al volo widget e visualizzazioni su misura per la richiesta.

    Immagina, ad esempio, di chiedere informazioni sui buchi neri: potresti ottenere una visualizzazione interattiva che rende il concetto più comprensibile, con la possibilità di porre nuove domande e vedere Google generare, in tempo reale, altri elementi visivi inediti.

    Google afferma che questo nuovo sistema è stato sviluppato in collaborazione con il team di Google DeepMind e si basa su Gemini Flash 3.5. Il rollout globale, gratuito, è previsto per l’estate.

    Mini app personalizzate direttamente nella Ricerca

    In aggiunta, gli utenti potranno sfruttare Antigravity per creare esperienze personalizzabili e “stateful” — vere e proprie mini app — direttamente in Search, usando comandi in linguaggio naturale. È un cambio di paradigma: non più (solo) recupero di informazioni, ma supporto all’azione.

    Esempi concreti:
    – un’app per pianificare i pasti che incrocia il tuo calendario per suggerirti cosa preparare e quando mangiare;
    – un’app fitness costruita sui tuoi obiettivi specifici.

    Impatti sull’editoria e tempistiche di rilascio

    Messe insieme, queste novità rischiano di ridurre ulteriormente il traffico verso i siti editoriali, già penalizzati dal calo delle referral dovuto alle AI Overviews. Per alcune realtà fortemente dipendenti dalla pubblicità, questo trend ha già avuto conseguenze pesanti; e potrebbe peggiorare.

    Il tempo per adattarsi è poco: la nuova casella di ricerca arriva questa settimana; l’interfaccia generativa in estate. Entrambe gratuite. Le funzionalità per creare mini app e gli agenti informativi debutteranno prima per gli abbonati a Google AI Pro e Ultra durante l’estate.

    Nel lungo periodo, però, Google punta a rendere le sue tecnologie IA ampiamente accessibili, incluso l’agente personale Spark, che in prospettiva diventerà gratuito insieme a molte altre funzioni IA.

    Come ha spiegato il CEO Sundar Pichai in un briefing pre-I/O: parte del nostro focus sui modelli all’avanguardia — molto capaci, ma anche efficienti, veloci e a basso costo — è proprio portarli a quante più persone possibile. È lì che pensiamo di poter brillare.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.