OpenAI porta Codex sullo smartphone

    Codex diventa mobile. L’assistente di coding di OpenAI — lanciato circa un anno fa — è ora integrato nell’app di ChatGPT, così gli sviluppatori possono seguire e gestire i propri workflow di sviluppo anche lontano dal computer.

    Con questa novità è possibile visualizzare gli ambienti live di Codex su qualsiasi dispositivo in cui siano in esecuzione. OpenAI ha annunciato l’aggiornamento giovedì: la funzione, al momento in anteprima, è disponibile per tutti i piani su iOS e Android.

    “Non si tratta solo di controllare a distanza un singolo task o inviarne di nuovi al tuo computer,” ha spiegato l’azienda. “Dal telefono puoi navigare tra tutte le tue conversazioni, rivedere gli output, approvare comandi, cambiare modello o avviare qualcosa da zero.”

    Le ultime novità di Codex

    • Il mese scorso OpenAI ha abilitato l’esecuzione in background di Codex sugli ambienti desktop, permettendo allo strumento di portare avanti in autonomia diverse attività.
    • All’inizio di questo mese è arrivata anche un’estensione per Chrome che consente all’agente di operare all’interno di sessioni browser attive.

    Un mercato sempre più competitivo

    A febbraio, Anthropic ha presentato una funzionalità analoga — Remote Control — che consente di monitorare da remoto il lavoro di Claude Code.

    Il ritmo serrato dei rilasci da parte di OpenAI e Anthropic riflette la competizione per imporsi con il tool di coding “agente” più utilizzato. Nell’ultimo anno Claude Code di Anthropic ha guadagnato terreno tra aziende e professionisti tech, anche se entrambe le soluzioni restano ampiamente adottate.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.