OpenAI sta ancora lavorando alla sua “super app”

    OpenAI si prepara a lanciare, nelle prossime settimane, una versione rinnovata di ChatGPT pensata come una vera e propria “super app”, completa di strumenti per il coding e agenti AI, secondo quanto riportato dal Financial Times.

    L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività rispetto ad Anthropic, soprattutto sul fronte business, e avvicinarsi alla redditività in vista di una possibile IPO. In pratica, ChatGPT diventerebbe il punto d’ingresso che guida gli utenti free verso servizi a pagamento, come il prodotto di programmazione Codex. Non a caso, il FT cita un dirigente senior di OpenAI che sarebbe arrivato a dire: “La chat è morta.”

    Thibault Sottiaux, responsabile del core product e della piattaforma di OpenAI, ha spiegato che l’azienda sta lavorando a un prodotto “in cui ognuno abbia il proprio agente personale, capace di aiutare… in ogni aspetto della vita, sia privata che lavorativa”.

    Se questa visione vi suona familiare, non è un caso: le ambizioni di OpenAI per una super app circolano già da tempo. A marzo, il Wall Street Journal ha raccontato come questi piani segnino un cambio di rotta importante rispetto alla strategia precedente, che puntava su numerosi prodotti standalone nel 2025. Ora i vertici di OpenAI dicono di voler mettere da parte le “quest secondarie”, come il generatore video Sora, per concentrare gli sforzi su un unico ecosistema integrato.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.