OpenRouter raddoppia la valutazione a 1,3 miliardi di dollari in un anno

    OpenRouter, il popolare gateway per modelli di intelligenza artificiale nato nel 2023, ha chiuso un round Series B da 113 milioni di dollari guidato da CapitalG, il fondo di crescita di Alphabet (la holding di Google). Pur non avendo comunicato ufficialmente la nuova valutazione, secondo il New York Times l’operazione porterebbe la società a circa 1,3 miliardi di dollari post-money.

    Un balzo notevole rispetto alla stima di 547 milioni di dollari raggiunta appena un anno fa, secondo PitchBook, dopo il round Series A da 40 milioni di dollari nel giugno 2025, guidato da Andreessen Horowitz e Menlo Ventures con la partecipazione di Sequoia.

    Un anno che ha cambiato tutto

    Nel giro di dodici mesi il focus dell’AI è passato rapidamente dall’addestramento all’inferenza, fino all’ondata degli agenti. In questo scenario, la domanda per il gateway di OpenRouter è esplosa: la piattaforma consente ad aziende e team di scegliere di volta in volta il modello più adatto in base agli obiettivi — ottimizzando i costi oppure massimizzando ragionamento e accuratezza a seconda del task.

    Un’unica porta d’accesso a centinaia di modelli

    OpenRouter dichiara di offrire accesso a oltre 400 modelli, inclusi quelli di Anthropic, Google, OpenAI, xAI e DeepSeek. La società parla di 8 milioni di utenti nel mondo e di 100 trilioni di token processati al mese, pari a circa 25 trilioni a settimana. Solo sei mesi fa il volume settimanale era di 5 trilioni: un incremento di 5 volte.

    Il modello come “motore” intercambiabile

    La crescita di OpenRouter sottolinea una tendenza chiara: il modello AI sta diventando un motore invisibile e sostituibile all’interno delle applicazioni. Invece di standardizzarsi su un unico fornitore — con il rischio di alimentare un “campione unico” del settore — imprese e startup puntano a non rimanere vincolate a un vendor specifico, al contrario di quanto accaduto con molti servizi SaaS. Il futuro multi-modello non è un’ipotesi: è già realtà.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.