Il processo OpenAI si chiude, mentre la macchina dei founder “alla Musk” non si ferma

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    Il confronto legale tra Musk e Altman si è concluso questa settimana, lasciando una domanda centrale a fare da filo conduttore alle arringhe finali: possiamo davvero fidarci di chi guida l’intelligenza artificiale?

    Intanto, SpaceX corre verso quella che potrebbe essere una delle IPO più imponenti della storia americana, mentre un’intera nuova ondata di founder nati nell’orbita Musk prende forma e si mette in proprio.

    In questo episodio di Equity, il podcast di TechCrunch, Kirsten Korosec, Anthony Ha e Sean O’Kane analizzano l’ultima fase del processo, mappano l’ecosistema dei founder ispirati o usciti dalle aziende di Elon Musk e passano in rassegna gli altri deal che hanno fatto notizia questa settimana.

    Ascolta l’episodio completo per scoprire:

    • Come Anduril abbia chiuso un round Serie H da 5 miliardi di dollari, più che raddoppiando la valutazione ottenuta meno di un anno fa.
    • Perché gli investitori non riescono a dire di no a RJ Scaringe di Rivian, che ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari per lo spin-off Mind Robotics.
    • In che modo la startup di voice AI Vapi abbia superato più di 40 concorrenti per aggiudicarsi la gestione completa del customer support di Ring.
    • Cosa rivela il report di Anthropic sul motivo per cui alcuni agenti di AI hanno tentato di “ricattare” i loro stessi sviluppatori, e come questo riapra il dibattito sull’influenza delle narrazioni fantascientifiche sui comportamenti dei modelli.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.