Il pickup elettrico “ultra-semplice” di Slate Auto parte da 24.950 dollari
Slate Auto, la startup di veicoli elettrici sostenuta dal miliardario Jeff Bezos, ha finalmente svelato il prezzo di partenza del suo pickup elettrico:24.950 dollari. La cifra non include tasse, immatricolazione, titolo, licenze, oneri governativi, costi di destinazione, spese di documentazione né optional. Da mercoledì l’azienda ha aperto i preordini.
Più autonomia sul modello base, ma addio al pacco batteria più grande
Un aggiornamento importante riguarda l’autonomia stimata del modello base, che passa da 150 a circa205 miglia. Questo incremento arriva però con un compromesso: Slate ha abbandonato i piani per unpacco batteria da 240 miglia.
Prezzo aggressivo per dominare il segmento entry-level
Con un listino che vale circa la metà del prezzo medio di un’auto nuova negli Stati Uniti, Slate punta a intercettare il segmento più basso del mercato—oggi povero di alternative, soprattutto elettriche. Tra i concorrenti più vicini per prezzo:
- Chevrolet Bolt: a partire da circa 29.000 dollari
- Nissan Leaf: da circa 32.000 dollari
- Il pickup elettrico Ford“da 30.000 dollari”: previsto per il 2027
Da pickup a SUV in poche mosse
Più di un anno dopo l’uscita dallo stealth mode, Slate ha progressivamente svelato il suoEV trasformabile e ultra-essenziale: nasce come pickup a due posti, ma può essere convertito inSUV a cinque posti. Mercoledì l’azienda ha confermato che la versione SUV partirà da29.950 dollari.
La conversione può essere eseguita da professionisti oppure direttamente dai proprietari. Per facilitare il fai-da-te, Slate ha pubblicato i primi video della sua “Slate University”, guide passo-passo che mostrano come effettuare la trasformazione in SUV o, ad esempio, come montare coperture per i fari.
Essenziale, nudo e personalizzabile
Il veicolo è volutamente spartano, ma aperto alla personalizzazione:
- Finestrini a manovella
- Nessun infotainment di serie
- Unica finitura grigiain materiale composito, senza opzioni di verniciatura
La strategia è offrirewrap personalizzatiordinabili a parte, evitando il costo enorme di una verniciatura in fabbrica: un reparto vernici può valere centinaia di milioni di dollari.
Vendita diretta, niente concessionari tradizionali
Slate non ha dettagliato ulteriormente le modalità d’acquisto, ma ha ribadito di non voler ricorrere aconcessionarie tradizionali. L’idea è venderedirettamente ai clienti, sulla scia di player EV come Tesla, Rivian e Lucid Motors.
Possibile alleanza con Carvana
All’inizio del mese, TechCrunch ha rivelato che Slate Auto ha concesso aCarvana, colosso online dell’usato, unwarrant per acquistare quotedella startup—un segnale che potrebbe preludere a una collaborazione per la vendita del pickup economico. Carvana ha da poco annunciato l’intenzione di iniziare avendere auto nuove, cambiando il proprio modello di business. Da notare cheMark Walter, CEO di Guggenheim Partners e tra i principali investitori di Slate, è anche un importante azionista di Carvana.
L’obiettivo: una “nuova Model T”
Già prima del lancio pubblico, come riportato da TechCrunch, Slate prometteva un prezzo nella fascia25.000 dollari. L’ambizione è dar vita a un veicolo “pop” sul modello dellaFord Model To delMaggiolino Volkswagen. Quel prezzo di ingresso intorno ai 25.000 dollari è sempre stato un traguardo dichiarato.
Un contesto politico meno favorevole agli EV
Il percorso non è stato semplice, complice il clima politico: con l’insediamento dellaseconda amministrazione Trumpe ilControllo repubblicano del Congresso, le normative sulle emissioni sono state allentate e ilcredito d’imposta federale da 7.500 dollariper gli EV è stato eliminato. Risultato: molte case automobilistiche hannorinviato o cancellatonuovi progetti elettrici negli Stati Uniti.
Finanziamenti: 1,4 miliardi di dollari raccolti
Nonostante le sfide, Slate ha messo insieme una raccolta importante:circa 1,4 miliardi di dollariin tre round principali. La società è stata piuttosto riservata sui propri finanziatori, ma oltre alla TWG Global di Mark Walter, il capitale proviene da:
- General Catalyst
- L’ufficio familiare diJeff Bezos
- Il VCSlauson & Co.
- Diego Piacentini, ex dirigente Amazon
Secondo quanto riportato da TechCrunch, questi nomi figurano già nel cap table fin dallo scorso anno.


