Cos’è lo Slopsquatting e come evitarlo
Se ti è capitato di imbatterti in questo termine dal suono poco rassicurante, potresti chiederti cos’è lo slopsquatting e in che modo potrebbe riguardarti. Si tratta di un tipo di attacco subdolo, non sempre facile da individuare, ma con le giuste cautele puoi ridurre drasticamente i rischi.
Cos’è lo Slopsquatting
Tutto nasce dalle “allucinazioni” dei modelli di intelligenza artificiale: suggerimenti o informazioni inventate di sana pianta. Nel contesto dello slopsquatting, gli strumenti di AI per lo sviluppo software possono consigliare pacchetti open source che in realtà non esistono.
I cybercriminali hanno notato che certe allucinazioni si ripetono con una certa costanza. Sfruttano quindi il fenomeno creando pacchetti malevoli con quei nomi “fantasma” e li pubblicano su repository affidabili come GitHub. Quando uno sviluppatore chiede al proprio chatbot preferito di consigliare un pacchetto, l’AI potrebbe proporre proprio uno di quei nomi inventati che i criminali hanno già registrato con codice dannoso.
Il risultato? Gli sviluppatori finiscono per includere pacchetti compromessi nei loro progetti. Una volta eseguito il codice, l’attaccante può ottenere accesso ai dispositivi o agli ambienti in cui gira l’applicazione.
Potrebbe sembrare un caso limite, ma una ricerca su 16 modelli AI per la generazione di codice ha rilevato che quasi il 20% dei pacchetti suggeriti non esisteva realmente. Ancora peggio: il 43% dei nomi “allucinati” si è ripetuto in 10 esecuzioni con lo stesso prompt, rendendo più semplice per i criminali puntare su nomi che l’AI tenderà a riproporre.
Nel confronto tra modelli, CodeLlama è risultato il peggiore per numero di allucinazioni, mentre GPT-4 Turbo ne ha prodotte meno. Anche così, il rischio non scompare del tutto.
Cosa tenere d’occhio
Che tu sia un professionista, uno smanettone del weekend o agli inizi, lo slopsquatting può colpire chiunque. È un parente stretto del typosquatting, dove un singolo carattere distinto separa un nome legittimo da uno malevolo. La buona notizia è che, come per il typosquatting, ci sono segnali utili per difendersi:
Nomi di pacchetti con piccole imprecisioni
Un refuso non basta per condannare un progetto, e la maggior parte dei nomi “allucinati” non contiene errori. Ma se noti una grafia strana o un brand storpiato, fermati a verificare.Assenza di discussioni o feedback
Un pacchetto senza issue, stelle o commenti potrebbe essere appena nato. Oppure potrebbe essere un esca: un progetto fasullo che conta sulle raccomandazioni dell’AI per farsi installare.Avvisi da altri sviluppatori
Non limitarti al consiglio del chatbot. Fai una ricerca rapida: controlla forum, social, blog e issue tracker per capire se il pacchetto è affidabile.Non appare in altri strumenti o piattaforme
Se puoi, ripeti la richiesta su più assistenti AI o consulta elenchi di pacchetti consigliati ufficialmente. Se un nome compare raramente o mai, potrebbe essere un campanello d’allarme.Descrizioni vaghe o poco chiare
Il “vibe coding” (accettare suggerimenti sulla fiducia) è sempre più diffuso, ma le pagine dei pacchetti malevoli spesso presentano descrizioni confuse o generiche, con README inconsistenti o documentazione scarna.
Un ulteriore aiuto: puoi chiedere al tuo assistente AI di elencare i pacchetti noti come slopsquatting individuati “in the wild”, per avere una blacklist di riferimento da cui tenerti alla larga.
Le precauzioni più importanti
Anche sapendo cosa cercare, non è sempre semplice riconoscere lo slopsquatting. È una minaccia relativamente nuova e servirà tempo perché le procedure di sicurezza diventino standard e gli strumenti AI migliorino nel segnalare nomi allucinati prima che vengano utilizzati.
Nel frattempo, ci sono tre contromisure efficaci per evitare che un pacchetto malevolo comprometta il tuo software o i dispositivi su cui verrà eseguito:
Esegui il codice in un ambiente isolato (sandbox).
Utilizza macchine virtuali comeVirtualBoxoVMwareper testare in sicurezza; sono strumenti molto diffusi e gratuiti. In alternativa, puoi optare per sandbox nel cloud: piattaforme comeReplitsupportano decine di linguaggi e permettono di sperimentare senza toccare l’ambiente locale.Scansiona i pacchetti prima di scaricarli.
Usa estensioni o servizi che analizzano i repository e avvisano di comportamenti sospetti. LaSocket Web Extension, ad esempio, è gratuita, funziona su diversi siti e oggi è disponibile per i browser basati su Chrome e per Firefox.Verifica sempre i suggerimenti dell’AI.
Tratta i consigli dell’AI come spunti, non come verità assolute. Controlla il repository, la community, lo storico dei rilasci, l’autore, le dipendenze e le segnalazioni di sicurezza. Più dipendi dall’AI senza verifiche, più diventi un bersaglio facile.
Se malauguratamente incappi in uno slopsquatting:
- avvisa la community con post su social, forum tecnici e piattaforme come Reddit;
- segnala il pacchetto ai gestori del repository e all’assistente AI che te l’ha suggerito, in modo da contribuire all’addestramento e al filtraggio futuro;
- documenta i dettagli (nome del pacchetto, versione, hash, comportamento osservato) per aiutare altri a riconoscerlo.
Diffondere l’informazione è uno dei modi più efficaci per proteggere l’intero ecosistema degli sviluppatori.


