Le startup più interessanti di oggi vogliono tenerti lontano dallo schermo

    Mentre la corsa ai finanziamenti per l’IA continua a frantumare record su record, c’è chi sceglie una strada diversa. Alcuni founder stanno puntando su prodotti e idee che riportano le persone al mondo reale, lontano dal telefono.

    Un esempio? Brynn Putnam, la creatrice di Mirror, ha appena raccolto fondi per Board, una startup pensata per riunire le persone attorno a giochi dal vivo ed esperienze sociali faccia a faccia. Allo stesso tempo, i creatori di “cyberdeck” stanno spopolando online con computer fai‑da‑te creativi e un po’ stravaganti che, letteralmente, invitano gli utenti a “toccare l’erba”, cioè a uscire e vivere più offline. Diversamente dal movimento dei browser “senza IA”, questo non suona solo come una reazione di pancia: sembra piuttosto che le persone stiano davvero cercando cose più umane, concrete, condivise.

    In questa puntata di Equity, i conduttori Kirsten Korosec, Anthony Ha e Sean O’Kane passano in rassegna i titoli della settimana: dall’ondata della cosiddetta “together tech” — tecnologie che mettono al centro l’esperienza collettiva — a cosa implica il deposito confidenziale per l’IPO di Anthropic sullo sfondo dell’enorme raccolta da 80 miliardi di dollari di Alphabet in ambito IA. E poi la domanda che aleggia su tutto: alla fine, questi capitali tornano comunque a confluire nelle casse dei soliti grandi?

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.