Dimentica il feed: Status AI raccoglie 17 milioni di dollari per trasformare i social in intrattenimento interattivo
Come tanti coetanei della sua generazione, Fai Nur si definiva una “teenager cronicamente online”. Viveva di fandom: gruppi musicali, serie TV, cinema. E non perdeva occasione per parlarne senza sosta sul web. Quando nel 2022 è arrivato ChatGPT, ha capito subito il potenziale. “L’AI permette a chiunque di simulare qualsiasi personaggio: non solo guardare o discutere dei propri mondi preferiti, ma entrarci dentro,” ha raccontato a TechCrunch.
“Il gioco di ruolo e l’immersione che i fan hanno sempre sognato all’improvviso diventavano possibili su larga scala,” aggiunge. Così ha coinvolto l’amico Amit Bhatnagar, cresciuto creando giochi su Minecraft, e Pritesh Kadiwala. Insieme hanno dato vita a Status AI: un social gamificato in cui puoi interpretare qualsiasi personaggio, in qualunque universo. L’app è uscita allo scoperto ufficialmente lo scorso anno.
Come funziona Status AI
Per iniziare, spiega Nur, l’utente crea una persona digitale e viene catapultato in un mondo sociale cucito su misura. “Puoi diventare una celebrità con milioni di follower, entrare nella tua serie o nel tuo libro preferito, candidarti alla presidenza o diventare virale su internet,” racconta.
I mondi su Status sono generati dagli utenti: ambientazioni, trame e personaggi nascono dall’interazione dei player. “Scegli un personaggio come primo follower, poi ne guadagni altri man mano che la storia avanza.” Ci sono modalità sia multiplayer sia single player, per chi vuole giocare con gli amici o da solo. “Stiamo ricevendo interesse da studi e piattaforme di streaming,” dice. “Vedono Status come un modo per costruire pubblico prima di riunire i fan in sala o in arena.”
Un round da 17 milioni per l’intrattenimento interattivo
La società ha annunciato martedì un finanziamento complessivo seed + Series A da 17 milioni di dollari. Tra gli investitori figurano Abstract, General Catalyst, Union Square Ventures, Y Combinator e LightShed Partners. La scommessa è chiara: il prossimo capitolo del social consumer non sarà un altro feed, ma intrattenimento interattivo e le IP che lo accompagnano.
Secondo Nur, l’era dell’intrattenimento passivo — utenti che guardano scorrere le vite altrui — sta tramontando. E la prima ondata di app social basate su chatbot, come Character.AI e Chai, già oggi appare superata.
“Status parte dall’idea che la nuova generazione non voglia soltanto guardare le storie,” afferma. “Vuole interagirci, e persino viverle in prima persona.”
Il richiamo per media e franchise
Il settore media ha fiutato il cambiamento. L’investitore di Status Rich Greenfield, partner di LightShed, ha detto a TechCrunch che ormai “ogni media company cerca disperatamente il modo di far sì che i consumatori vivano dentro i mondi e i personaggi che creano.”
In un certo senso, spiega Nur, l’azienda vuole ripensare come dovrebbe essere un’app consumer nell’era post-AI. “Usiamo l’intelligenza artificiale per esperienze immersive, divertenti, brand-safe, interattive e sempre diverse.” Status si inserisce anche in un trend che TechCrunch aveva raccontato a fine dello scorso anno: il futuro dei social sarà meno generalista e più concentrato su fandom e community di nicchia.
Dove vincono le nuove piattaforme social
Per l’investitrice consumer Natalie Dillon di Maveron, a imporsi saranno “le piattaforme che uniscono intimità, utilità e creatività in un unico ecosistema”: non avranno l’aspetto dei social tradizionali, “sembreranno ambienti multiplayer dove le persone possono costruire, acquistare e appartenere allo stesso tempo.”
Crescita e community
Il nuovo capitale servirà a scalare la piattaforma. Nur racconta che su Status sono già stati creati oltre 13 milioni di mondi, con più di 5 milioni di profili personaggio — numeri che indicano un forte engagement iniziale in quella che definisce una nuova categoria: l’intrattenimento sociale immersivo.
“I nostri early adopter erano in gran parte giovani donne,” dice. “E storicamente è questo pubblico a dettare quali piattaforme diventano cultura.”
Nota: Questo articolo è stato aggiornato per includere Union Square Ventures tra gli investitori.


