Tidal etichetta la musica generata dall’AI e rimuove i contenuti fraudolenti

    Il servizio di streaming musicale Tidal ha annunciato che inizierà a segnalare i brani creati interamente con l’intelligenza artificiale e a rimuovere le tracce considerate fraudolente o ingannevoli. A partire da metà luglio, l’azienda introdurrà strumenti automatici per identificare e applicare etichette a questo tipo di contenuti.

    Come funzionerà l’etichetta “AI”

    • Gli ascoltatori vedranno un’icona “AI” accanto ai brani rilevati come generati al 100% dall’intelligenza artificiale.
    • Al momento, il contrassegno si applica solo alle tracce completamente create dall’AI; molti brani, infatti, potrebbero utilizzare strumenti di intelligenza artificiale solo per alcune componenti.
    • Tidal ha dichiarato che estenderà queste policy anche alla musica “sostanzialmente” generata dall’AI non appena le tecnologie di rilevamento diventeranno abbastanza affidabili.

    Royalties: niente pagamenti per i brani interamente AI

    Tidal rimuoverà la monetizzazione per la musica generata artificialmente. Le royalty resteranno disponibili esclusivamente per opere originali “prodotte, scritte e interpretate direttamente da persone”.

    Secondo stime riportate da Forbes, il mercato della musica generata dall’AI potrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari entro il 2028, segno di un settore in forte espansione che le piattaforme stanno iniziando a regolamentare con maggiore decisione.

    Tolleranza zero verso l’attività fraudolenta

    La piattaforma adotterà una linea dura contro i contenuti legati ad abusi o comportamenti ingannevoli. In base alla nuova policy sull’AI, sono considerati “fraudolenti” — senza limitarsi solo a questi casi — i brani generati con l’obiettivo di:

    • ingannare gli ascoltatori,
    • interferire con il rapporto tra artisti autentici e il loro pubblico,
    • sfruttare upload massivi o mostrare pattern anomali di streaming.

    Perché servono regole sull’AI in streaming

    Due fattori hanno reso indispensabili policy più chiare:

    1. Strumenti di creazione musicale come Suno permettono di generare canzoni complete anche senza competenze musicali avanzate.
    2. Piattaforme come Tidal consentono agli utenti di caricare direttamente la propria musica, ampliando il volume e la varietà dei contenuti da moderare.

    Come contestare un’etichetta AI

    Sebbene l’annuncio parli soprattutto agli utenti, Tidal offre agli artisti la possibilità di contestare l’eventuale classificazione come contenuto AI, come previsto dai termini e condizioni pubblicati. Un portavoce della piattaforma ha spiegato a CNET: “Qualsiasi creator che ritenga che il proprio lavoro sia stato segnalato in modo errato può contattare il nostro Supporto; collaboreremo rapidamente per risolvere la situazione”.

    Il contesto di settore: etichette e filtri anti-abusi

    Con il boom della musica sintetica, diversi servizi hanno introdotto strumenti di rilevamento e meccanismi di enforcement. L’obiettivo comune è:

    • mostrare etichette chiare sui contenuti generati artificialmente,
    • contenere gli abusi legati a upload automatizzati e comportamenti di spam.

    Alcuni concorrenti di Tidal si stanno muovendo in modo analogo: Deezer ha reso disponibili tool di rilevamento dell’AI, mentre Spotify ha irrigidito le proprie regole già a settembre dello scorso anno. L’approccio di Spotify, simile a quello di Tidal, include un “filtro antispam” e invita gli artisti a segnalare direttamente i falsi creati dall’intelligenza artificiale.

    In sintesi, Tidal punta su trasparenza, responsabilità e tutela degli artisti umani: etichette chiare per i contenuti sintetici, stop alle royalty per la musica interamente AI e rimozione dei materiali legati a frodi o pratiche scorrette.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.