Il centro dati di xAI in Mississippi fa girare quasi 50 turbine a gas non soggette a controlli

    Ilon Musk e la sua società xAI stanno alimentando il loro data center in Mississippi con quasi 50 turbine a gas naturale che, per ora, sfuggono alla regolamentazione statale grazie a una scappatoia normativa.

    Una “falla” nella definizione di impianto mobile

    Secondo lo Stato del Mississippi, questi impianti vengono classificati come “mobili” perché montati su rimorchi pianali (flatbed trailers). Questa etichetta consente di evitare per un anno l’applicazione delle norme sulle emissioni atmosferiche normalmente previste per gli impianti fissi.

    Il punto contestato è proprio la natura “mobile” delle turbine. Il Southern Environmental Law Center, che rappresenta la NAACP nella causa, sostiene che il diritto federale è chiaro: anche se un impianto è posizionato su un trailer, può comunque essere considerato “stazionario” e dunque sottoposto alle stesse regole anti-inquinamento dei tradizionali impianti di generazione elettrica.

    La causa della NAACP e la richiesta di un’ingiunzione

    La NAACP, a nome dei residenti dell’area, ha intentato una causa sostenendo che le emissioni non controllate delle turbine stanno peggiorando la qualità dell’aria in una zona già segnata dall’inquinamento. Questa settimana l’associazione ha chiesto al tribunale di emettere un’ingiunzione per bloccare xAI, in attesa di un pronunciamento sul merito.

    Permessi limitati, turbine in aumento

    • xAI ha ottenuto permessi per 15 turbine.
    • Una nota della Greater Memphis Chamber of Commerce aveva indicato in precedenza che “circa la metà” delle 35 turbine in funzione a maggio 2025 sarebbe rimasta sul sito.
    • Nonostante ciò, l’azienda ha proseguito con nuove installazioni.

    Secondo un recente servizio della stampa locale, oggi le turbine operative sarebbero 46, un numero ben superiore a quello inizialmente indicato.

    Il nodo regolatorio

    La disputa ruota attorno a una questione di classificazione con importanti conseguenze pratiche:
    – Se le turbine sono considerate “mobili”, possono temporaneamente evitare i limiti emissivi e le relative verifiche.
    – Se invece sono considerate “stazionarie” ai sensi della normativa federale, dovrebbero rispettare gli standard sull’inquinamento atmosferico applicati alle centrali elettriche tradizionali, con obblighi di monitoraggio, filtri e controlli periodici.

    L’esito della causa potrebbe quindi ridefinire come gli impianti energetici su trailer vengano valutati a livello statale e federale, incidendo non solo sul progetto di xAI ma anche su altri operatori che puntano a soluzioni “modulari” per alimentare data center energivori.

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    Nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.