Collezionismo su Elvis Presley: epoche, oggetti e valore
Riepilogo
Il testo ripercorre tre stagioni del collezionismo legato a Elvis Presley: gli anni ’50 del boom teen orchestrato dal Colonnello Parker (cosmetici, sneakers, giradischi RCA, gioielli, carte Topps, chitarre-giocattolo, memorabilia cinematografica), gli anni ’60–’70 della maturità artistica e del ritorno ai live (calendari e cataloghi RCA, cartoline festive, gadget promozionali dei film, ’68 Comeback, pubblicazioni fan, tour book e souvenir di Las Vegas, foulard, orologio Mathey‑Tissot), e il periodo post-1977 (biglietti non usati, stampa commemorativa, convention “Always Elvis”, decanter, bambole, piatti e sculture, figurine Donruss/River Group, vini a tema, colonie, francobollo USA 1993, quadri su velluto). Chiude con consigli pratici su autenticità, stato di conservazione, provenienza, serie complete e coerenza tematica.
Collezionismo su Elvis Presley: storia, oggetti iconici e pezzi imperdibili
Dai primi passi sul palcoscenico fino alla leggenda senza tempo, l’immagine di Elvis Presley è sempre stata strettamente legata al mondo del merchandising. Dietro a questa strategia c’era il suo manager, il Colonnello Tom Parker, che intuì fin da subito il potenziale degli oggetti da collezione per amplificare il mito del Re del Rock. Negli anni, i prodotti con il suo volto e il suo nome hanno raccontato l’evoluzione della sua carriera: dagli articoli pensati per le adolescenti degli anni ’50, ai souvenir più maturi legati al cinema e ai concerti, fino alle edizioni commemorative nate dopo il 1977.
Di seguito, un viaggio nelle tre grandi stagioni del collezionismo “Elvis”: gli anni ’50, gli anni ’60-’70 e il periodo successivo alla sua scomparsa.
Gli anni ’50: il boom del mito tra cosmetici, moda e musica
Quando il Colonnello Parker assunse la gestione della carriera di Elvis, cercò ogni mezzo per renderlo onnipresente nella cultura pop. Oltre a campagne promozionali e apparizioni, siglò con Hank Saperstein un accordo per avviare Elvis Presley Enterprises (estate 1956), autorizzando 18 licenziatari a produrre circa 30 articoli. Target principale: le teenager, affascinate dal carisma ribelle del giovane Elvis. Ecco i pezzi più significativi di quel periodo.
Rossetti Elvis Presley
- Tonalità ispirate ai successi del momento: Hound Dog Orange, Heartbreak Pink, Cruel Red, Tender Pink, Tutti Frutti Red, Love-ya Fuschia.
- Packaging con foto di Elvis e la frase “Keep me always on your lips”.
- Molto ricercati perché i nomi richiamano i brani: le confezioni con il rossetto ancora fissato alla card originale sono le più rare; rarissimo anche il cartoncino campionario con tutte le nuance.
Sneakers Elvis Presley
- Prodotte nel 1956 dalla Randolph Manufacturing Company.
- Due varianti: verde/nero e bianco/nero; entrambe rare, ma la versione verde/nero è la più ambita.
- Scatola color sabbia con foto di Elvis: davanti l’iconico scatto “live” della copertina del primo album, dietro un ritratto con scritta “Love Me Tender” e firma. Scatola oggi rarissima.
- Valore top: un paio in scatola può toccare cifre intorno ai 4.300 dollari.
Giradischi “Elvis Presley Autograph” (RCA Victor, autunno 1956)
- Due modelli rivestiti in vinile blu con inserti tweed grigio-azzurro e firma dorata sul coperchio.
- Modello automatico per 45 giri (fino a 14 dischi): 47,95 dollari, con EP triplo (12 brani); pagamento rateale disponibile.
- Modello a quattro velocità: 32,95 dollari, con EP doppio (8 brani).
- Entrambi corredati dal manuale “How to Use and Enjoy Your RCA Victor Elvis Presley Automatic 45 Victrola Portable Phonograph”.
Collana “Love Me Tender”
- Parte di una linea di gioielli del 1956 (bracciale con charm, orecchini, spilla).
- Pendente a cuore in finitura oro o argento, inciso con Elvis alla chitarra; cartoncino blu/bianco con quattro titoli di brani del 1956.
- La versione dorata vale leggermente di più; l’esemplare con cartoncino originale raddoppia circa il valore.
“I pezzi rosa”: agenda, diario, album foto e portadischi
- Serie del 1956 in similpelle rosa (leatherette), con disegno in nero di Elvis e piccoli dettagli bianchi, più un cagnolino in omaggio a “Hound Dog”.
- Lo schizzo deriva dalla famosa foto della copertina del primo LP.
- Il diario è l’elemento più raro dell’intero set.
Cappelli e foulard Elvis Presley
- Foulard in rayon/seta con stampa a quattro colori (fino a 32×32 pollici), sotto i 2 dollari.
- Accessori femminili come fazzoletti e persino un turbante “Elvis”.
- Due modelli di crew hat in gabardine per ragazzi, con titoli di brani sull’alto bordo; più comune quello con ritratto in “burst” giallo, più raro e costoso quello con Elvis a mani giunte. Etichetta prezzo originale? Valore in crescita.
Carte da chewing gum (Topps, 1956)
- Set da 66 carte a colori (foto b/n colorizzate): le prime 46 compongono la serie “Ask Elvis” con domanda/risposta e firma sul retro; le restanti 47-66 dedicano le immagini a “Love Me Tender”.
- Versioni contraffatte in b/n: facili da distinguere.
Profumo “Teddy Bear” (1957)
- Eau de Parfum di Teen-Age, Inc., con licenza EPE: bottiglia slanciata, tappo bianco, foto di Elvis sorridente; confezione gialla dall’effetto “sughero” senza scritte.
- Reissue successiva: bottiglia squadrata con tappo metallico e foto di Elvis degli anni ’60, datata 1957 ma dal valore inferiore rispetto all’originale.
Chitarre-giocattolo Emenee (1957)
- Boom di vendite grazie all’immaginario Elvis-chitarra.
- Modelli “Teddy Bear” e “Hound Dog” (4 o 6 corde), circa 12 dollari.
- “Love Me Tender” più ricca: corpo bicolore in plastica (circa 90 cm), custodia, canzonario e accordatore automatico; venduta solo da Sears.
- Le versioni a 4 corde sono più rare e preziose.
Gioielli “dog tag” (1958)
- Riproduzioni delle piastrine militari di Elvis (matricola 55310761), in cromo su base ottone: bracciali, fermamaglia per cardigan, cavigliere, collane, portachiavi.
- Il fermamaglia oggi è il pezzo più quotato. Ampio ritrovamento di stock anni fa ha calmierato i prezzi.
- Reprint del 1977 in tinta oro, senza base ottone cromata. Gli originali riportano copyright 1956 (ma uscirono nel 1958).
Teenzines: le riviste per adolescenti
- Due categorie: numeri monografici solo su Elvis e riviste ricorrenti con cover/articoli su di lui.
- Tra i singoli numeri più ricercati: “Elvis Presley: Hero or Heel?” (1956) e “Elvis Answers Back” con flexi-disc 78 giri.
- Tra le testate più vivaci: Dig e Hep Cats. Molto ambite perché raccontano l’alba del rock ’n’ roll.
Memorabilia cinematografica degli anni ’50
- I poster “one-sheet” (27×41 pollici) sono al vertice: “Jailhouse Rock” sfiora i 1.500 dollari.
- Le lobby card (22×28 pollici), in set da 8, sono rare e costose; “Love Me Tender” intorno a 850 dollari. Attenzione alle ristampe post-1977 marcate con “R” e data.
- “Jailhouse Rock” è in generale il film con i memorabilia più pregiati. “King Creole” fu ristampato nel 1959 con nuova grafica: meno valore, ma immagini spesso migliori.
Anni ’60 e ’70: dall’attore affermato all’icona dei live
Dopo il servizio militare (1960), Elvis e il Colonnello lavorarono a un’immagine più adulta e “family-friendly”. Il merchandising si adeguò al nuovo corso: prodotti meno “teen”, più orientati al grande pubblico. Sul finire dei ’60 e nei ’70, con il ritorno ai concerti, il ventaglio di souvenir si ampliò ancora.
Calendari tascabili RCA (1963–1980)
- Piccoli calendarietti con foto di Elvis sul fronte e i 12 mesi sul retro; distribuiti a fan club e negozi di dischi come omaggi promozionali, anche in edizioni estere (Germania, Giappone).
- Il 1963 è il più raro e prezioso; 1976–1980 i meno valutati.
- Nel 1980, per i 25 anni di Elvis in RCA, furono ristampati tutti i 18 calendari per chi acquistò il cofanetto celebrativo: le riproduzioni presentano piccole differenze che consentono di distinguerle.
Cataloghi RCA e foto bonus
- Cataloghi annuali accurati per promuovere il catalogo Elvis: libretti compatti, a volte in verticale spillati, a volte orizzontali con spirale.
- Foto bonus incluse in alcuni album per periodi limitati: più rare e quotate dei cataloghi.
- Le più ambite provengono dagli album Gold Records Volume 4 e It Happened at the World’s Fair (oltre 250 dollari).
Cartoline festive del Colonnello Parker
- Biglietti natalizi inviati a fan club, media e contatti: talvolta inseriti come extra negli album. Non di rado il Colonnello appare in costume da Babbo Natale accanto a Elvis.
- Tra le più preziose: le due cartoline stampate mentre Elvis era in Germania.
- Esistono anche cartoline pasquali (1966–1969), meno fantasiose. Un esempio perfetto dello stile promozionale “da fiera” del Colonnello.
Memorabilia dei film anni ’60
- Poster “one-sheet” e set di lobby card restano accessibili e popolari tra i collezionisti.
- Originali gadget promozionali ideati film per film: ghirlande hawaiane per Blue Hawaii, penne con piume per Tickle Me, cappellini militari di carta per G.I. Blues.
- Quando finirono i gadget per It Happened at the World’s Fair, Parker ripiegò sui “Psycho-Sticks” (bacchette che fanno girare un’elica): memorabili, ma senza alcun legame con il film.
Libri diventati film
- Molti titoli furono tratti da romanzi popolari, un plus per i bibliofili.
- Ricercatissima l’edizione tascabile di Wild in the Country (J.R. Salamanca) per la cover con Elvis e Hope Lange.
- Altri titoli:
- A Stone for Danny Fisher di Harold Robbins (King Creole)
- Charro! di Harry Whittington
- Pioneer, Go Home di Richard Powell (Follow That Dream)
- Flaming Lance di Clair Huffaker (Flaming Star)
- Kid Galahad di Francis Wallace
- Mister, Will You Marry Me? di Frederick Kohner (Girls! Girls! Girls!)
- Chautauqua di Day Keene e Dwight Babcock (The Trouble with Girls)
“’68 Comeback Special” e promozioni
- Lo special TV del 1968, sponsorizzato da Singer, segnò la rinascita artistica di Elvis: ritorno ai live e nuove hit.
- Il pezzo più interessante è un opuscolo di 32 pagine (4×9 pollici) con l’elenco delle emittenti TV/radio che trasmettevano lo special (3 dicembre) e lo show radio natalizio (5 dicembre).
- Altri oggetti: espositori elettrificati dell’album, poster, annunci, cartoncini distribuiti nei negozi Singer.
“Elvis Monthly” e le pubblicazioni di Albert Hand
- Lanciata nel febbraio 1960 in Gran Bretagna dal presidente del fan club ufficiale, Albert Hand.
- Prime 18 uscite 5,5×8,5 pollici per 24 pagine; da agosto 1961, 5×7 pollici e 32 pagine. Tono da fan magazine, ma produzione curata. Dopo la morte di Hand (1972), subentra Todd Slaughter.
- Dal 1963 al 1982, annuario rilegato “Elvis Special” con foto rare, vignette, poesie e discografie complete UK.
Souvenir dei concerti (dal 1969)
- Con il ritorno sul palco, comparvero stand all’interno delle venue con tour book, gagliardetti, poster, spille, foulard e gadget.
- I tour book (16 o 24 pag.) sono un diario visivo anno per anno della stagione live, ricchi di foto a colori.
- Gli show al Las Vegas Hilton generarono menu da collezione, dischi promozionali da soffitto, mobili sospesi, cartoline. I menu oggi sono tra i pezzi più apprezzati; i dischi promo, spesso “trafugati” dai fan, sono ambitissimi.
Foulard lanciati dal palco
- Tradizione nata a Las Vegas nell’estate 1969: all’inizio uno o due a concerto, poi decine. A volte li consegnava di persona a chi si avvicinava al palco, con bacio incluso.
- Un foulard ricevuto direttamente da Elvis è un cimelio unico, dal valore affettivo inestimabile. In vendita, esistevano anche foulard con il suo nome agli stand ufficiali.
Orologio Mathey-Tissot “Elvis Presley”
- Uno dei primi gioielli personalizzati da Elvis: orologio da uomo con datario e nome “Elvis Presley” inciso sull’anello intorno al quadrante.
- Dono ricorrente agli amici. Celebre la consegna ai “Ten Outstanding Young Men” dei Jaycees, con un divertente scambio di persona; Elvis, per non mettere in imbarazzo nessuno, ordinò un orologio aggiuntivo.
- Valore attuale: non meno di 8.500 dollari per un esemplare autentico.
Dopo il 1977: tributi, edizioni commemorative e nuove serie da collezione
La morte di Elvis, il 16 agosto 1977, non ha fermato la produzione di memorabilia: per molti fan, possedere un oggetto legato al Re è un modo per mantenerne vivo il ricordo. Ecco alcune delle categorie più ricercate del periodo postumo.
Biglietti dei concerti non utilizzati
- Elvis avrebbe dovuto iniziare un nuovo tour il 17 agosto 1977; molti show erano già sold out.
- Dopo l’annuncio della morte, fu offerto il rimborso: numerosi fan decisero di tenersi i biglietti come ricordo, complicando i conteggi dei promoter.
- Negli anni, questi biglietti “salvati” sono stati rivenduti a multipli del valore nominale.
Giornali e riviste commemorative
- Le prime pagine dei quotidiani del 16-17 agosto 1977 sono diventate oggetti ricercati, in particolare quelle di Memphis:
- The Commercial Appeal: “Death Captures Crown of Rock and Roll — Elvis Dies Apparently After Heart Attack”
- Memphis Press-Scimitar: “A Lonely Life Ends on Elvis Presley Boulevard”
- Le ristampe ricorrenti riducono il valore degli originali, ma restano souvenir amati.
- Anche le special issue di riviste musicali come Rolling Stone, New Musical Express e Crawdaddy sono molto collezionate: in vita spesso tiepide verso Elvis, nel postumo ne hanno riletto l’impatto culturale.
“Always Elvis” (1978)
- Convention di dieci giorni a Las Vegas (Hilton, 1–10 settembre 1978), organizzata dal Colonnello e da Vernon Presley per il primo anniversario.
- Gadget ufficiali: striscioni, spille, foto, programmi, la poesia del Colonnello dedicata a Elvis, e altro materiale “a prezzo popolare”.
- Momento clou: svelamento di una statua in onore di Elvis al Las Vegas Hilton.
- Negli anni successivi, Memphis è diventata il fulcro delle commemorazioni di agosto. Il Colonnello, però, si è tenuto per lo più in disparte dopo le vicende legali con l’eredità Presley.
Decanter di liquore a forma di Elvis (McCormick Distilling)
- Serie di decanter postumi venduti come oggetti da collezione (prezzo suggerito all’epoca: 199,95 dollari), spesso raggruppati per temi o epoche della carriera.
- Serie famosa: “Elvis’ Musical Pets”, con statuine musicali — ad esempio, “Elvis & Hound Dog” con base carillon che suona “Hound Dog”, e “Elvis’ Teddy Bear” ispirata a Loving You.
Bambole di Elvis
- La prima, del 1956, era in gomma con “pelle magica” sul torso: l’usura del materiale la rende oggi rara e preziosa, nonostante l’abbigliamento poco fedele allo stile di Elvis.
- Dopo il 1977, molte bambole in vinile o porcellana con fattezze più realistiche. Tra le più stimate: la Elvis Presley Limited Doll Series di World Dolls, scolpita da Joyce Christopher, con edizioni limitate dedicate ai jumpsuit (“Flame”, “Phoenix”, “All American Elvis” e altri).
Piatti commemorativi
- Dal 1977 in poi, diverse manifatture hanno prodotto piatti da collezione.
- Limoges (con Factors Etc. e Boxcar Enterprises) realizzò subito un piatto commemorativo con litografia in marrone.
- Royal Orleans lanciò piatti e figurine in tiratura limitata (20.000 pezzi) con Elvis in abiti e concerti iconici.
- La Bradford Exchange ha promosso molte serie popolari, come “Elvis Presley: Looking at a Legend” con opere di Nate Giorgio e Bruce Emmett; apprezzate anche le tavole di Susie Morton, vendute da Ernst.
Scultura in bronzo “Journey to Graceland” (Bill Rains)
- Un’unica scultura con tre Elvis in diverse fasi: il giovane rocker con chitarra, l’Elvis degli esordi a Las Vegas con jumpsuit e cappa, e il performer del periodo Vegas successivo in posa drammatica.
- Tre misure/edizioni: 41 pollici (42 esemplari, i più rari), 18 pollici (142 esemplari), 12 pollici (1.042 esemplari).
- Prezzo originario della Bronze I: 25.000 dollari. Un esempio di collezionismo “alto di gamma” dal gusto sobrio.
Figurine da collezione postume
- Donruss (1978) realizzò un set da 66 carte (foto a colori e b/n), ottenendo la licenza anche grazie alla base a Memphis.
- Il 15 ottobre 1992, River Group lanciò una serie di 660 carte “Elvis Celebrity Cards” in tre uscite da 220 ciascuna, vendute anche in bustine da 12 (1,50 dollari al lancio).
- Le carte Donruss non raggiungono la popolarità delle Topps del 1956, ma l’insieme Topps–Donruss–River Group offre uno spaccato collezionistico su tre decenni.
Vini “Elvis”
- Subito dopo la morte nacquero prodotti discutibili per coerenza con l’immagine del cantante. Il Colonnello stesso ironizzava: “Elvis non beveva vino, ma se lo avesse fatto, avrebbe scelto questo”.
- Nel 1979, Boxcar Enterprises importò un bianco frizzante dall’Italia (Frontenac Vineyards). Non più prodotto, resta un curioso oggetto da collezione.
- Dal 2003, Graceland Cellars (Signature Wines) ha rilanciato etichette ufficiali: Jailhouse Red Merlot, The King Cabernet Sauvignon, Blue Suede Chardonnay, Blue Christmas stagionale e, per il 30° anniversario della scomparsa, Stuck On You Shiraz.
Cologne “Elvis”
- Negli anni ’80–’90 il boom delle fragranze “firmate” coinvolse anche l’eredità Presley, con un eau de cologne di Elvis Fragrances, Inc. (Atlanta).
- Interessante parallelo con il profumo “Teddy Bear” del 1957: due fragranze che raccontano due fasi opposte — dall’assalto al mercato teen alla consacrazione come icona evergreen. Packaging e target, di conseguenza, molto diversi.
Il francobollo USA di Elvis (1993)
- Emesso l’8 gennaio 1993, ebbe un successo clamoroso. Anche la scheda-voto con le due proposte grafiche finaliste è oggi ricercata.
- Disponibile anche il foglio da 40 in custodia stile “copertina di album”.
- Nacquero collezioni creative come le buste “Returned to Sender” (indirizzo volutamente errato).
- Il top? I “pad” da 4.000 francobolli, unità destinate agli uffici postali e mai vendute al pubblico. Alcuni arrivarono ai collezionisti prima della messa in vendita ufficiale, completi di circolari interne: oggi valgono circa 2.000 dollari.
Quadri su velluto
- A lungo bollati come kitsch, i dipinti su velluto nero hanno riacceso l’interesse di alcuni collezionisti, anche grazie ad artisti come Julian Schnabel ed Eleanor Dickinson che ne hanno esplorato i confini tra arte alta e popolare.
- Il libro “Black Velvet: The Art We Love to Hate” (1994, Jennifer Heath) ha ricostruito la storia del medium, dalle origini persiane alla produzione di massa in Messico dagli anni ’30.
- Tra i pezzi noti: il gigantesco Elvis su velluto di David Swierz e Dennis Scott, commissionato dal conduttore radiofonico di Chicago Buzz Kilman per la scenografia della sua band, esposto in diverse mostre.
- Perché il velluto per i miti americani? Per Heath, è “il tessuto degli eroi”.
Consigli per chi colleziona Elvis
- Autenticità prima di tutto: attenzione a ristampe e reissue (spesso marcate o con dettagli grafici differenti).
- Stato di conservazione: scatole, cartoncini originali, etichette prezzo e documentazione aumentano sensibilmente il valore.
- Provenienza: oggetti legati a eventi chiave (’68 Comeback, Las Vegas Hilton, tour del 1977) hanno appeal superiore.
- Serie complete: calendari RCA, set di figurine, lobby card al completo sono preferibili ai pezzi singoli.
- Coerenza tematica: scegliere un filone (film, concerti, profumi, editoria, poster) aiuta a costruire una collezione solida e riconoscibile.
Elvis Presley non è stato solo un fenomeno musicale: è diventato un linguaggio visivo che attraversa oggetti, mode e generazioni. Dai rossetti alle chitarre-giocattolo, dai poster cinematografici ai foulard lanciati dal palco, ogni pezzo racconta una tappa del suo cammino. Ed è proprio questo intreccio di musica, immagine e memoria a rendere il collezionismo legato a Elvis così vivo ancora oggi.
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Articolo scritto da Guybrush Threepwood
Guybrush Threepwood, nato nei primi anni ’80, è un autore specializzato in tecnologia, informatica e cultura digitale. Cresciuto in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, ha sviluppato fin da bambino una forte passione per i computer e il mondo dei videogiochi, muovendo i primi passi su macchine iconiche come il Commodore Amiga 500, tra floppy disk, linguaggi BASIC e interminabili pomeriggi passati a esplorare mondi virtuali. Grande appassionato di fantascienza, è da sempre affascinato dall’universo di Star Wars, che ha contribuito a plasmare la sua immaginazione e il suo interesse per le tecnologie futuristiche. Parallelamente, ha coltivato un amore per le avventure grafiche classiche, in particolare la saga di Monkey Island, da cui trae ispirazione anche il suo pseudonimo. Nel tempo libero continua a coltivare le sue passioni: retrogaming, fantascienza, smanettamento con nuovi dispositivi e software, e la riscoperta delle tecnologie che hanno segnato la sua infanzia. Per lui, la tecnologia non è solo lavoro, ma un linguaggio attraverso cui raccontare il presente e immaginare il futuro.