Xbox One registrerà i programmi TV preferiti

Microsoft avrebbe nei piani di integrare la funzionalità DVR completa nella sua console Xbox One entro la fine dell’anno. Xbox One, quando fu lanciata, fu presentata come un prodotto che andava ben al di la della classica console di gioco perché poteva essere utilizzata anche come un completo media center per la casa. Effettivamente, la casa di Redmond ha implementato molte funzionalità in tal senso, oltre a rendere disponibile un vero e proprio sintonizzatore TV con cui gli utenti Xbox One possono accedere alla completa programmazione televisiva del loro paese.

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Mercato delle armi, l’Italia campione dell’export civile

(Foto: Getty Images)

(Foto: Getty Images)

1.776 miliardi di dollari. Secondo l’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma è questa la cifra spesa nel 2014 per le armi a livello mondiale. E basterebbero 120 miliardi di questi, meno del 7%, per raggiungere tutti gli Obiettivi del Millennio. Ma questo traguardo è ancora lontano.

Spese militari

Gli stati che hanno speso di più in armamenti nel 2014 sono gli stessi del 2013. A cambiare è stata solo la loro posizione nella classifica. La spesa militare complessiva è diminuita nel Nord America, in Europa occidentale e centrale, in America Latina e nei Caraibi. È aumentata invece in Asia e Oceania, Medio Oriente, Europa orientale e Africa. Il costo totale è sceso del 0,4 per cento in termini reali tra il 2013 e il 2014.

Gli Stati Uniti sono in pole position, sebbene tali acquisti siano scesi del 6,5% nel 2014 (come conseguenza delle misure previste nel Budget Control Act del 2011)È un importo quasi tre volte superiore rispetto al secondo classificato, la Cina.

Nel 2014 la Cina, la Russia e l’Arabia Saudita si classificano al ​​secondo, terzo e quarto posto. Le spese della Cina sono aumentate del 9,7 per cento (Read more...) al 2013, quelle della Russia del 8,1% e l’Arabia Saudita del 17% (la percentuale più alta nella lista). Tra gli altri paesi della top 15, l’Australia ha aumentato i suoi acquisti del 6,8 % dopo tre anni di tagli. Si sono invece verificati piccoli aumenti in India (1,8 %) e in Corea del Sud (2,3 %). Nel frattempo, in Italia la spesa è scesa del 8,8 %. Cadute minori negli Emirati Arabi Uniti (5,5 %), in Germania (3,3 %) e in Brasile (1,7 %), con piccoli cambiamenti in Francia, Regno Unito, Giappone e Turchia. L’India passa dalla nona alla settima posizione, mentre il Brasile e l’Italia si sono scambiati l’undicesimo e il dodicesimo posto.

Le esportazioni di armi

Negli USA, il volume delle esportazioni di armi pesanti è aumentato del 23 % tra il 2005-2009 e il 2010-14. Per i russi sono cresciute del 37 %. Nello stesso periodo, l’export cinese è aumentato del 143 % . E così la Cina diventa il terzo fornitore al mondo di armi tra il 2010 e il 2014, ben lontana dalle proporzioni degli Stati Uniti e della Russia.

Le importazioni di armi

I dieci maggiori importatori di armi negli ultimi cinque anni sono in Asia: India (15 % delle importazioni di armi a livello mondiale), Cina (5 %), Pakistan (4 %), del Sud Corea (3 %) e Singapore (3 %).

Questi cinque paesi rappresentano il 30 % del volume totale delle importazioni di armi in tutto il mondo. In Cina le importazioni di armi sono invece diminuite del 42 % tra il 2005-2009 e 2010-14.

L’Italia

Secondo i dati dell’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili, l’Italia è il primo produttore di armi sportive e civili in Europa ma, grazie ad un export del 90%, è anche il Paese dove ci sono meno armi in circolazione (11,9 ogni 100 abitanti mentre in Finlandia sono 45,3, Francia 31,2, Svezia 31,6 e Germania 30,3).

In base al decreto legislativo n. 121 del 29 settembre 2013, chi detiene armi dovrà presentare il certificato medico di idoneità psicofisica entro il 4 maggio 2015. La delibera, entrata in vigore il 5 novembre, ha introdotto diverse novità in tema di controlli per l’acquisizione e la detenzione di armi.

 

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Goat Simulator incontra DayZ: arriva GoatZ, presto anche su Android e iOS | Disponibile

Segnaliamo che nella notte il gioco è arrivato su Android e iOS Qualora ne abbiate sentito la mancanza, sarete felici di sapere che Goat Simulator sta per tornare a invadere i vostri dispositivi Android e iOS con una nuova versione del celebre simulatore di capra, carica di bug, glitch, capre e zombi. Esatto, avete capito bene, proprio gli zombi sono il nuovo tema del prossimo aggiornamento che verrà rilasciato come gioco stand alone su dispositivi mobili al costo di 4.99$. Per l'occasione anche il nome subisce una trasformazione e diventa GoatZ, una sin troppo chiara citazione a un altro famoso sparatutto sempre a tema zombi, DayZ.CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Apple, nuovo video e microsito dedicato alle potenzialità di iPad

Apple ha pubblicato nelle scorse ore un microsito ed un nuovo video dedicato ad iPad, “Everything Changes with iPad”. Nel video, vengono mostrate tante situazioni in cui viene utilizzato il tablet di Apple: “iPad può cambiare il modo di fare le cose tutti i giorni. Affrontare un nuovo progetto, ottenere nuove abilità o iniziare un nuovo hobby.” Il video punta al nuovo microsito all'interno del sito ufficiale di Apple in cui vengono proposte tutte le applicazioni che vengono mostrate suddivise per categorie: Cucina, Viaggi, Istruzione, Small Business, etc. Il mercato dei tablet sta vivendo un periodo di leggero declino. Secondo i dati preliminari della Worldwide Quarterly Tablet Tracker della società di ricerche International Data Corporation (IDC), infatti, nel primo trimestre del 2015, le spedizioni di tablet a livello mondiale hanno registrato ancora un calo.CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Surface 3 disponibile per l’acquisto in Italia

Parte ufficialmente oggi in Italia la commercializzazione del Surface 3, il nuovo tablet di Microsoft che, nelle intenzioni dell'azienda, si pone come un'alternativa dal prezzo più contenuto rispetto al Surface Pro 3, mantenendo invariati i tratti caratteristici del fratello maggiore (design, materiali, stilo, kickstand integrato, compatibilità con le app desktop).

Come preannunciato, a partire da oggi, è possibile acquistare il tablet nelle due configurazioni previste per il nostro mercato, entrambe dotate della sola connettività WiFi, con processore Intel Atom x7-Z8700 (2MB Cache, 1.6GHz con Intel Burst technology sino a 2.4GHz) e display da 10.8” ClearType Full HD Plus con Aspect ratio: 3:2.

  • Surface 3 - 2GB RAM/64GB storage - 609 euro
  • Surface 3 - 4GB RAM/128GB storage - 729 euro

Al prezzo del tablet dovrà essere eventualmente aggiunto quello degli accessori:

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Arriva T-Watch, lo smartwatch pensato anche per anziani e bambini

T-Watch è un nuovo smartwatch pensato non soltanto per le persone che vogliono monitorare le proprie attività fisiche, in quanto si tratta di uno strumento ideale anche per anziani e bambini.

t-watch

Il dispositivo è sviluppato per l’utilizzo con SIM card, grazie alle quali è possibile chiamare e ricevere telefonate direttamente dal dispositivo. Tutto quello che bisogna fare è collegarsi via app all’orologio per utilizzare specifiche funzioni studiate appositamente per una verifica da remoto della posizione dell’orologio.

Con questo orologio, è possibile effettuare la localizzazione della posizione, utile per conoscere su iPhone o PC la posizione del T-Watch di chi lo indossa. Le informazioni vengono riportate sia in modo testuale che geolocalizzate, direttamente su una mappa. Con la funzione Tracking abbiamo la possibilità di leggere tutti i dati di tracciamento del percorso con tanto di storico degli spostamenti per determinare la posizione dell’orologio ad un determinato giorno e ora. La funzione GeoFence consente di definire determinate aree e di assegnare regole precise per ogni tipologia di percorso. Infine, il tasto SOS avvia le chiamate di emergenza a 3 numeri predefiniti.

Andando nello specifico, con la funzione GeoFence possiamo delimitare determinate aree e di assegnare regole specifiche sugli spostamenti del singolo orologio e dunque di ogni membro (Read more...) famiglia. Con l’app Techmadewatch si possono attivare e gestire tutta una serie di regole per la segnalazione automatica all’eventuale arrivo o partenza da un’area precisa, inserita all’interno dell’app.

Per potersi attivare tempestivamente in caso di emergenza sì può impostare l’invio direttamente sullo smartphone di specifiche notifiche push. Lo smartwatch integra anche una connessione LBS sempre attiva, che garantisce la localizzazione senza interruzioni.

La batteria al litio ha una durata media di 50 ore in stand-by e un’autonomia di 5 ore in chiamata.

TechMade T-Watch è in vendita nei punti vendita tradizionali e on-line (www.tecnoprezzo.it) al prezzo di 129 euro.








Apple: tutto cambia con iPad

Tutto cambia con iPad. È questo il significato della campagna inaugurata ieri da Apple negli Stati Uniti, incentrata sulle infinite possibilità concesse dal tablet nella vita di tutti giorni. La società di Cupertino ha voluto lanciare un nuovo microsito, completo di spot a tema, per dimostrare le qualità di iPad: da valido aiutante in cucina, a insegnante portatile, il device iOS sembra trovare applicazione in qualsiasi ambito di vita.

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Microsoft porta al debutto Surface 3 in Italia

Microsoft Surface 3, il nuovo ibrido Windows 8.1, arriva oggi in Italia. Successore dell’ottimo ma poco fortunato Surface 2, il Surface 3 rappresenta la perfetta sintesi dell’esperienza di Microsoft nel settore dei tablet pc. Rispetto al suo predecessore, Surface 3 abbandona la piattaforma ARM e dunque il sistema operativo Windows RT in favore del SoC Intel ATOM x7 e di Windows 8.1 Pro. Il nuovo ibrido offre un’esperienza d’uso più completa potendo disporre non solo delle app pensate esplicitamente per Windows 8.1 ma anche di tutte i classici programmi per Windows desktop.

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Google lancia Cloud Bigtable, Database NoSQL altamente scalabile e performante

Con Cloud Bigtable, Google sta lanciando una nuova offerta di database NoSQL alimentata dal sistema di memorizzazione dei dati Bigtable della società di Mountain View. BigTable viene utilizzato da servizi importanti come Gmail, Google Search e Google Analytics, che ora apre alle medie e grandi imprese interessate ad un servizio in grado di offrire latenza massima ad una sola cifra di millisecondi e 2 volte le prestazioni rispetto a sistemi concorrenti.

Apple accusata da OpenTV di violazione di Brevetti

OpenTV ha intentato una causa contro Apple in cui sostiene che molti dei prodotti e servizi del colosso tecnologico di Cupertino violano i suoi brevetti. I dispositivi basati sulla piattaforma mobile iOS di Apple, Apple TV, iTunes e App Store sono tra i servizi e i prodotti di Apple individuati OpenTV per violazione di brevetti.

Apple Watch: come aumentare la durata della batteria

L'Apple Watch purtroppo non è un vero e proprio campione di autonomia, tanto che non si raggiunge la classica giornata d'utilizzo con un utilizzo normale. Ma la situazione si può migliorare modificando alcune impostazioni dell'orologio, come il livello di luminosità del display o la quantità di effetti grafici. Sono piccole cose che possono fare la differenza.

Google Play Libri si aggiorna alla v3.4.5: nuovo font e primi accenni a Google Drive Sync

I consueti aggiornamenti del mercoledì di Google ci portano questa settimana una nuova versione del Google Play Libri, giunto alla release 3.4.5 con alcune novità di piccola entità ma comunque interessanti da analizzare. Per prima cosa è stata rinnovata completamente l'interfaccia dedicata alle traduzioni, ed al posto della barra degli strumenti ed il foglio sottostante, la nuova UI presenta un box di traduzione meno invasivo che lascia in primo piano la pagina, senza far perdere il punto al lettore e dando la possibilità di spostarlo quando serve.

Novità anche per le note e per tutti coloro che sono abituati a prendere appunti durante la lettura di un libro. Benchè questa possibilità ci fosse già dalla precedente versione, con questo aggiornamento è possibile salvare le note, indipendentemente dal fatto che si possieda il libro completo. La sincronizzazione con Google Drive delle note stesse non sembra essere ancora del tutto implementata, ma vista la presenza di codice sorgente inerente questa funzionalità, dovrebbe arrivare a breve.

Sync highlights and notes to Google Docs
Notes from all your books will be synched and stored in the %1$s folder in Google Drive. %2$sLearn more%3$s
Turn On Sync
Sync to Google (Read more...) is on

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Apple, nuovo video e microsito dedicato alle potenzialità di iPad

Apple ha pubblicato nelle scorse ore un microsito ed un nuovo video dedicato ad iPad, “Everything Changes with iPad”. Nel video, vengono mostrate tante situazioni in cui viene utilizzato il tablet di Apple: “iPad può cambiare il modo di fare le cose tutti i giorni. Affrontare un nuovo progetto, ottenere nuove abilità o iniziare un nuovo hobby.”

Il video punta al nuovo microsito all'interno del sito ufficiale di Apple in cui vengono proposte tutte le applicazioni che vengono mostrate suddivise per categorie: Cucina, Viaggi, Istruzione, Small Business, etc.

Il mercato dei tablet sta vivendo un periodo di leggero declino. Secondo i dati preliminari della Worldwide Quarterly Tablet Tracker della società di ricerche International Data Corporation (IDC), infatti, nel primo trimestre del 2015, le spedizioni di tablet a livello mondiale hanno registrato ancora un calo.

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Terminata l’asta per il pranzo di beneficenza con Tim Cook

È terminata l'asta di beneficenza organizzata annualmente da Charitybuzz con la quale era possibile aggiudicarsi il diritto a pranzare per un’ora con l’amministratore delegato di Apple, oltre a due posti riservati tra i VIP per il keynote della WWDC15. L'articolo originale e completo lo trovi su macitynet.it: Terminata l’asta per il pranzo di beneficenza con Tim Cook

Google: controllo vocale delle applicazioni su Android al Google I/O

Se Android M è ancora difficile da prevedere nonostante la menzione vista ieri | Android M al Google I/O 2015, parola di Google |, al Google I/O 2015 non dovrebbero mancare annunci importanti. Uno di questi potrebbe essere legato alla gestione vocale del sistema operativo e in particolare al controllo delle applicazioni. Sebbene la gestione tramite touch sia ottima e le possibilità offerte dall'interazione tramite Google Now in espansione, il controllo vocale reale di un device è ancora un miraggio.

Stando allle informazioni relative ad una sessione del Google I/O, novità relative al controllo vocale delle applicazioni ci attendono. Arriveranno su Lollipop o saranno parte integrante solo di Android M? Difficile al momento fare ipotesi ma sicuramente in molti vorrebbero funzionalità vocale davvero funzionanti... e in italiano chiaramente.

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Magic Leap, la realtà virtuale si arricchisce di percezioni sensoriali

(Foto: Magic Leap)

(Foto: Magic Leap)

La realtà aumentata riporterà la magia nel mondo. È questa la promessa dei giovani visionari di Magic Leap, la start-up su cui Google ha puntato oltre 500 milioni di dollari per proseguire il suo ambizioso progetto nell’universo della realtà aumentata. A breve distanza dalla notizia che dà ormai per certo il suo debutto nel mondo della telefonia, ecco arrivarne un’altra che, mai come in questo caso, supera i confini della realtà. Per ora nulla di ufficiale, ma i sostenitori del colosso di Mountain View potranno seguire l’evolversi della vicenda dalla Rete, diventato ormai un servizio irrinunciabile ma accessibile a tutti. Il mercato infatti propone vantaggiose offerte, adatte a soddisfare qualunque tipo di esigenza.  L’unico modo per orientarsi è mettere le offerte di ADSL dei vari operatori a confronto ed individuare la formula perfetta per le proprie necessità.

Realtà aumentata: alcune indiscrezioni

Per adesso nulla di certo, ma secondo i rumor che circolano in Rete, Google avrebbe investito 542 milioni di dollari per realizzare dei dispositivi indossabili, in grado di conciliare e sfruttare al massimo le potenzialità della realtà virtuale e della realtà aumentata. Si tratta di una brillante intuizione, nata dalla mente geniale (Read more...) alcuni ricercatori di Magic Leap, una giovanissima società fondata ad Hollywood di cui sicuramente si sentirà parlare molto presto. L’idea è ancora top secret, ma spulciando tra le immagini dei brevetti depositati presso l’USPTO (United States Patent and Trademark Office) è già possibile formulare delle prime ipotesi.

Le immagini depositate mostrerebbero un paio di occhiali dotati di un sistema di proiezione a fibre ottiche  in grado di generare immagini, ed un guanto tattile che, una volta rilevati i movimenti, consentirebbe di interagire con quanto visualizzato. I brevetti rappresentano anche delle schermate che si aprono su pareti o sbucano dai pavimenti, ed ancora una sorta di anello che ruota attorno al corpo con un semplice gesto della mano. Tutto questo farebbe pensare che l’ultima frontiera della realtà virtuale sarebbe proprio la realtà cinetica.

Quando la fantasia irrompe nella realtà

Scavando nell’universo della fisica e sui processi di percezione sensoriale, gli studiosi avrebbero dato vita ad un mondo parallelo con cui è possibile interagire attivamente. Si tratterebbe di una realtà arricchita dal potere della fantasia e dell’immaginazione, con infinite applicazioni nel mondo dell’intrattenimento, del business e nella scienza. Il progetto è ancora in fase embrionale e di certo richiederà ancora lunghi studi per definire e sfruttare al massimo le potenzialità.

Per ora si possono solamente fare delle semplici ipotesi. Si potrebbe ad esempio pensare un domani di fare la spesa al supermercato e segnare i proprio acquisti su una lista proiettata dal carrello, di leggere le ricette su schermi sospesi nello spazio o ancora di acquistare dei prodotti leggendo le istruzioni su schermate proiettate dal pavimento. I bambini invece potranno giocare con i loro eroi che spunteranno dalle pareti delle loro camere mentre i medici potranno mostrare ai pazienti il loro intervento in 3D. Mille possibilità di sviluppo e mille campi di applicazione per una realtà che valica ogni confine dell’immaginazione.

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ZTE Nubia Z9 con display senza cornici

ZTE ha ufficializzato il Nubia Z9, il nuovo flagship della casa cinese presenta un display 2.5D Full HD da 5.2″ senza cornici laterali, a primo acchito ricorda un po’ S6 Edge, la scocca è in lega metallica, dimensioni di 147.38 x 68.34 x 8.94 mm, processore Snapdragon 810 con 3 e 4Gb di RAM, a seconda della versione, cam da 16Mpixel con stabilizzatore ottico, frontale da 8, processore HiFi AKM4961 Hi-Fi con Dolby 7.1 surround, e batteria da 2.900 mAh.

I prezzi:

  • modello base con 3Gb di RAM e 32 di memoria interna 564$
  • modello elite con 4Gb RAM e 64 memoria interna 645$
  • modello exclusive con 4Gb RAM, 64 di memoria interna e TIO a 725$

TIO è una tecnologia che permette l’utilizzo del fingerprint sia sul tasto home che su quello volume.

I prezzi si stanno allineando ai top di gamma nostrani, lo Z9 è già disponibile per il pre-ordine in Cina, non abbiamo ancora informazioni circa la commercializzazione globale.

VIA

Fonte Batista70Phone Blog

Annunciato ArchiCAD 19

In arrivo la nuova versione di ArchiCAD. Ora con tenologia multi-processore a 64 bit con elaborazione predittiva in background e vari miglioramenti all'ambiente di lavoro. L'articolo originale e completo lo trovi su macitynet.it: Annunciato ArchiCAD 19

Un’onorificenza per Apple dalla fondazione americana ciechi

L’American Foundation of the Blind, premierà Apple per i progressi nel campo delle tecnologie accessibili. La Casa della Mela aveva già ottenuto altri premi simili in passato per aver aperto nuove strade nell'accessibilità dei prodotti e per gli sforzi compiuti nel rendere i prodotti accessibili. L'articolo originale e completo lo trovi su macitynet.it: Un’onorificenza per Apple dalla fondazione americana ciechi

Le 10 cose più irritanti dei giochi mobile

Game of War: Fire Age (Foto: Machine Zone)

Game of War: Fire Age (Foto: Machine Zone)

I produttori di giochi mobile riescono a far sembrare quelli dei giochi “tradizionali” un consesso di anime virtuose. Ci sono titoli onesti e bellissimi, e poi c’è la miriade di free-to-play senza senza scrupoli che ti sottopongono a tattiche predatorie di ogni genere.

Niente in contrario a ricompensare gli sviluppatori per la loro fatica: la logica del tutto-gratis-sempre-e-subito, imperante su smartphone e compagnia, è una sciocchezza colossale. Ma spesso i titoli mobile non sanno cosa sia il decoro e ti sbattono in faccia la loro avidità, tanto basta che abbocchi agli acquisti in-app l’1% di chi scarica il gioco per portarsi a casa il fatturato.

L’abuso del modello freemium – ormai il più diffuso dei free-to-play – è la piaga più grande che perseguita il mondo dei giochi mobile, ma d’altra parte non è nemmeno l’unica: ecco allora 10 cose irritanti in cui ci imbattiamo in continuazione.

Peggio che al mercato
Lo sappiamo che vuoi venderci la tua mercanzia in-app. Fa parte dell’accordo, diciamo così: tu ci dai il tuo free-to-play semi gratis e noi ignoriamo le tue imperdibili offerte. Ma sentircelo ricordare ogni trenta secondi ci fa davvero sentire polli da spennare. D’altro canto, altrimenti come (Read more...) un titolo mediocre come Game of War: Fire Age a permettersi una campagna pubblicitaria da 40 milioni di dollari con tanto di spot con Kate Upton trasmesso durante il Super Bowl?

Concorrenza sleale
Fenomeno caratteristico dei mmorpg free-to-play. Alcuni non ti penalizzano se decidi di tenere il borsellino chiuso: chi vuole può comprare personaggi extra e ammennicoli vari, ma senza guadagnare agevolazioni esagerate. Il gioco resta bilanciato, insomma: tutti ad armi pari. Altri invece garantiscono ai Pregiati Acquirenti un vantaggio abissale sugli avversari, e tu, non importa quanto sia bravo, ti ritrovi a progredire come una lumaca nei casi migliori, e a fare da punching ball in quelli peggiori.

Pile scariche
Una delle cose più fastidiose in assoluto dei giochi cosiddetti gratuiti, per la quale dobbiamo ringraziare su tutti Zynga che l’ha resa pratica comune. Ti diverti qualche minuto, magari anche un’oretta se va di lusso, fino a quando non si esaurisce la famigerata barra dell’energia: quando resti a secco si ferma tutto. A questo punto hai due alternative: 1) aspetti qualche ora (si arriva anche a un giorno intero), oppure 2) paghi, metti benzina nella barra e riparti. Finché dura.

Agent Alice (Foto: Wooga)

Agent Alice (Foto: Wooga)

Non cambiate canale
Carica la schermata iniziale e… pubblicità! Parte il gioco, sei nel bel mezzo del primo livello e… pubblicità! Continui a giocare e ti fanno un’offerta: vuoi qualche moneta extra? Pubblicità!

Circonvenzione di minori
Dareste una carta di credito in mano a un bambino di sei anni lasciandolo a piede libero in un negozio di giocattoli gestito da gente ambigua? Succede anche questo: giochi pensati apposta per le anime innocenti, che propongono acquisti a botte di decine di euro. Una pratica scorretta e anzi illegale in molti paesi, il che non basta a scoraggiarla. Se i genitori non hanno l’accortezza di blindare il tablet che danno in mano ai pargoli, rischiano di trovarsi conti da coccolone: qualcuno ricorderà il caso della piccola Madison, che spese la bellezza di 1400 dollari arredando la sua casetta nel gioco Il villaggio dei Puffi.

Smurfs' Village (Foto: Beeline INteractive)

Smurfs’ Village (Foto: Beeline INteractive)

Prezzi pazzi
Final Fantasy VI per smartphone costa 14,49 euro. Non ci passa nemmeno per la testa di discutere sulla qualità del gioco in sé, uno dei migliori della serie, l’adattamento è ottimo, e ribadiamo: spendiamo volentieri quando è giusto, e meglio tariffa piena in un colpo solo che freemium truffaldino. Ma FFVI è uscito vent’anni fa per PlayStation: è come andare in un negozio di musica e trovare Slippery When Wet dei Bon Jovi – rimasterizzato, per carità – a 22 euro. Un po’ eccessivo?

Final Fantasy VI (Foto: Square Enix)

Final Fantasy VI (Foto: Square Enix)

Giochi a pezzi
Una variante letale del freemium. Scarichi il gioco gratis, è bello, non ha barre di energia, non ti rompono le scatole con pop up a raffica e acquisti di souvenir, solo che dopo pochi minuti finisce sul più bello – tipo eiaculazione precoce. Vuoi il secondo capitolo da 10 minuti? Paga 2 euro. Il terzo? 2 euro. Il quarto? Sempre 2 euro. Eccetera.

Traduzioni ad minchiam
Come avrebbe detto il rimpianto Franco Scoglio. Spesso, troppo spesso, ci si imbatte in giochi tradotti in pseudo-italiano, da chissà quale lingua, con Google Translate o forse dal cugino che un’estate tanti anni fa era stato in vacanza a Riccione. A molti andrà anche bene così, vista la massa di persone che puntualmente espone le sue lamentele nei commenti quando un gioco non ha la versione nostrana (“Bellissimo ma non c’è l’italiano! Zero stelline!”), ma certe sberle alla lingua di Dante ci causano autentico dolore fisico.

Prezzi pazzi 2, la vendetta
Ci sono giochi squallidi che propongono senza imbarazzo accessori, oggetti e power up a prezzi spaventosi sperando che qualcuno abbocchi (e a quanto pare c’è sempre qualcuno che abbocca). E poi ci sono giochi notevoli che – colpo di scena – fanno esattamente lo stesso. Guardate il negozio di Marvel Sfida dei Campioni, per dirne uno che abbiamo provato di recente: Deadpool da solo costa 20 euro, e si arriva a 99 euro per acquistare un po’ di moneta del gioco.

Marvel Sfida dei Campioni (Foto: Kabam)

Marvel Sfida dei Campioni (Foto: Kabam)

Il muro del pianto
Altra infida variante dei freemium. Il gioco parte alla grande e prosegue ancora meglio anche senza comprare niente o asfissiarti di pubblicità, gli dai cinque stelline e lo consigli pure agli amici. Poi, senza preavviso, il tasso di difficoltà si impenna di colpo rendendo pressoché impossibile andare avanti senza ricorrere agli aiutini a pagamento. E tu hai speso ore e ore per arrivare fino a lì. Che fare: buttare tutto nel cestino o cedere al ricatto?

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Terminata l’asta per il pranzo di beneficenza con Tim Cook

Terminata l’asta per il pranzo di beneficenza con Tim CookÈ terminata l'asta di beneficenza organizzata annualmente da Charitybuzz con la quale era possibile aggiudicarsi il diritto a pranzare per un’ora con l’amministratore delegato di Apple, oltre a due posti riservati tra i VIP per il keynote della WWDC15.

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Xylella fastidiosa, cosa sappiamo del batterio che colpisce gli ulivi in Salento

(foto: Stefano Amantini/Atlantide Phototravel/Corbis)

(foto: Stefano Amantini/Atlantide Phototravel/Corbis)

Il caso è scoppiato alla fine del 2013, ma probabilmente che qualcosa avesse cominciato a minare la salute degli ulivi secolari del Salento già qualche anno prima, forse già intorno al 2008, gli agricoltori pugliesi se ne erano già accorti. Bruscatura delle foglie, imbrunimenti dei rami e del fusto e disseccamenti più o meno estesi della chioma. Un fenomeno noto come Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO), che è andato espandendosi a macchia di leopardo in tutta la provincia di Lecce per poi manifestarsi anche in quella di Brindisi, nella zona di Oria. Una malattia della piante a cui risulta fortemente associata la presenza di un patogeno: il batterio Xylella fastidiosa, contro cui la Comunità europea ha appena adottato misure di contenimento, riconoscendo la zona di Lecce come zona di insediamento del microrganismo. Cosa significa? Ne abbiamo parlato con Donato Boscia dell‘Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, facendo chiarezza su quello che sappiamo a oggi sul batterio che starebbe distruggendo gli ulivi del Salento, minacciando l’economia, il patrimonio e il paesaggio di un’intera regione.

Perché si parla di Xylella come il killer degli ulivi
Quando si dice (Read more...) il batterio starebbe distruggendo gli ulivi pugliesi il condizionale è più opportuno sì, ma le evidenze che sia proprio Xylella il patogeno associato al disseccamento degli ulivi sono forti, spiega Boscia: “Partiamo da un dato che da solo dice molto: le evidenze sul campo. Le analisi finora effettuate su circa 25mila piante di ulivo, su esemplari affetti e non affetti dal fenomeno del disseccamento, hanno mostrato che Xylella si trova nelle zone in cui c’è il disseccamento. Il migliaio circa di piante risultate positive alle analisi provengono tutte infatti da zone con disseccamento. Non si ritrova invece dove il disseccamento degli ulivi non c’è”.

D’altra parte, continua il ricercatore, va detto che il disseccamento di per sé un sintomo aspecifico a cui sono associati altri organismi, come lepidotteri (Zeuzera pyrina) e parassiti fungini (Phaeoacremonium e Phaeomoniella). “Abbiamo avviato e sono in corso ancora prove di patogenicità su Xylella”, continua Boscia: “non sappiamo fino a che punto il batterio causi il disseccamento, ma quello che è verosimile è che il microrganismo rompa un equilibrio e che la sua coesistenza con altri parassiti, come quelli fungini, peggiori la situazione”.

Come e dove agisce Xylella
Il batterio si chiama così perché colonizza lo xilema delle piante (sappiamo per certo che, oltre agli ulivi sono suscettibili dell’infezione anche mandorli, ciliegi, mirto e acacia, solo per citarne alcune).

Lo xilema è l’insieme dei vasi adibiti al trasporto di acqua e soluti dalle radici alle foglie, e la presenza del batterio ne causa un’ostruzione, simile a quella prodotta dalla presenza del colesterolo nelle arterie, spiega il ricercatore: “Colonizzando lo xilema, Xylella ne provoca il progressivo restringimento, li ottura, dando origine a un danno sostanzialmente meccanico della pianta per intasamento, che ne causa il disseccamento parziale o totale, anche se non sappiamo ancora quanto tempo intercorre tra l’infezione della pianta e la comparsa del fenomeno”.

Il danno, a livello produttivo, è sulla quantità di olio che la pianta potrebbe produrre (fin quando rimane vitale) non sulla sua qualità, tiene a precisare Boscia. A livello europeo quello di Xylella in Salento è il primo esempio di insediamento sul territorio, ma il batterio è già noto da tempo per causare danni alle specie vegetali, con lo stesso organismo che può manifestarsi in modalità diverse, come la malattia di Pierce sulle viti della California o la variegatura degli agrumi in Brasile.

Un batterio che arriva da lontano
La sottospecie di Xylella fastidiosa riscontrata negli ulivi del Salento è la pauca, la stessa che in Sudamerica causa la variegatura degli agrumi, ma di un ceppo ancora diverso. “In contemporanea alla caratterizzazione del batterio riscontrato negli ulivi del Salento, identificato come la sottospecie pauca, ceppo ST53, in Costa Rica ne è stato identificato uno gemello, identico, rinvenuto però sugli oleandri, un’altra specie colpita da Xylella”, spiega Boscia: “Questo ci dice molto sia sulle evidenze del coinvolgimento del batterio nel disseccamento degli ulivi sia sul possibile percorso di ingresso del batterio: la Costa Rica è un grande produttore di piante ornamentali e se da una parte la regolamentazione europea ha vietato l’importazione di piante come gli agrumi e la vite appunto perché potenziali portatori del batterio, dall’altra parte ha lasciato aperte le porte ad altre centinaia di specie potenzialmente suscettibili all’infezione da parte di Xyella, attraverso cui potrebbe il batterio potrebbe essere giunto fino a noi”.

Anche la zona di Gallipoli, continua il ricercatore, è un importante comprensorio floristico-ornamentale, e alcuni cofattori – come condizioni ambientali simili a quelle della California e la presenza di un efficace vettore (come la sputacchina Philaenus spumarius), potrebbero aver favorito l’insediamento del batterio. “A comprova di questo, da quando è emersa l’emergenza degli ulivi, le analisi condotte dagli stati membri dall’autunno scorso hanno identificato la presenza di Xylella su una ventina di piante di caffè provenienti dalla Costa Rica e dall’Honduras. Un forte indizio sulla possibile origine del batterio”.

La decisione dell’Europa contro Xylella
Alla fine di aprile gli Stati membri dell’Unione europea riuniti nel comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (Paff) hanno approvato nuove misure per il contenimento del patogeno da quarantena, che diventeranno effettive nel giro di un mese.

La novità più importante delle misure di contenimento dell’Europa è la presa d’atto della ineradicabilità del patogeno dalla zona di insediamento, la provincia di Lecce”, spiega Boscio: “non ha senso eradicare il patogeno ormai ma contenerlo”. Fuori della provincia di Lecce l’Ue tiene fermo il principio dell’eradicazione delle piante malate, tra le proteste dei pugliesi: di quelle “infestate e di tutte le piante ospiti nel raggio di 100 metri, indipendentemente dal loro stato di salute” si legge nel comunicato.

Per la zona di insediamento invece, continua la Commissione europea: “le misure prevedono inoltre la possibilità per l’Italia di applicare misure di contenimento in tutta la provincia di Lecce, in cui l’eradicazione non è più possibile. In tal caso resta l’obbligo di eliminare sistematicamente tutte le piante infette e di testare tutte le piante circostanti (entro 100 metri) in una zona di 20 chilometri contigua alle province di Brindisi e Taranto”. Il previsto abbattimento anche delle piante al confine della fascia di Lecce è una misura di contenimento per prevenire l’ulteriore contagio, spiega Boscia, ma non l’unica.

Il blocco del movimento di piante
“Un’altra delle misure fortemente impattanti presa dall’Europa è il blocco del movimento delle specie vegetali suscettibili di essere infettate da Xylella”, spiega il ricercatore. Di fatto l’Europa, oltre ad applicare severe restrizioni alle importazioni di piante da paesi terzi, restringe anche il movimento di piante  provenienti dalle zone infette, un duro colpo per i vivai che operano nelle zone, che si aggiunge a quello degli agricoltori interessati dall’emergenza.

Una misura che ricalca in parte la decisione già presa dalla Francia agli inizi di aprile, con il boicottaggio dei prodotti pugliesi, e in alcuni casi anche immotivato, aggiunge Boscia: “L’Europa infatti ha bloccato il movimento di piante estendendo l’elenco di quelle a rischio anche a casi per i quali sappiamo che le specie non sono suscettibili al ceppo del batterio qui presente, come la nostra vite. In questo caso una delle possibili vie percorribili contro misure eccessivamente restrittive potrebbe essere quella di aumentare le evidenze scientifiche circa la non suscettibilità di alcune specie incluse”.

Il contenimento sul campo
Se a un batterio si impedisce di viaggiare se ne impedisce anche l’attacco. Così, tra le altre misure di contenimento alla lotta di Xylella ci sono quelle che prendono di mira gli insetti vettori del patogeno, in particolare la sputacchina.

“È stata appena conclusa la prima fase della lotta agli insetti vettori, attraverso l’obbligo di lavorazione meccanica del terreno”, spiega Boscia: “gli insetti vettori infatti in questo periodo dell’anno si trovano in una fase del loro ciclo vitale in cui sono presenti in forma non mobile nel terreno: con la lavorazione si cerca di sopprimerli e in questi giorni c’è appunto una valutazione dell’efficacia dell’aratura”. Da maggio e fino al tardo autunno gli insetti vettori invece volano, e in questo caso le misure di contenimento prevedono una serie di interventi insetticidi negli ulivi e negli uliveti interessati, come stabilito anche dal commissario straordinario per l’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti.

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